Il pugilato salentino sale sul ring di Ferrara

Mercoledì scorso, una rappresentativa di pugili salentini, ha voluto affrontare un lungo viaggio per contribuire alla normalità della popolazione colpita dal terremoto.

La boxe “made in Salento” ha risposto presente alla volontà di ripartire da parte della comunità sportiva dell’Emilia Romagna. Il tecnico della BeBoxe di Copertino, Francesco Stifani, si è fatto portavoce dell'iniziativa riuscendo a coinvolgere altri pugili presenti sul territorio salentino, per presentarsi – mercoledì scorso – sul ring di Ferrara dinanzi al suggestivo scenario del Castello estense. “Anche con la boxe, si riparte”. È stato questo lo slogan che ha animato la riunione dilettantistica messa in scena in Largo Castello. Aveva semplicemente un valore simbolico, questa manifestazione, ma era importante il messaggio. L'Emilia non molla. E la gente lo ha recepito. C'erano circa cinquecento persone nella splendida piazza, attorno al ring, ad apprezzare lo sforzo e la sensibilità di Massimiliano ed Alessandro Duran. A rappresentare il Salento, Vincenzo Inguscio, Cristian Specchia, Giuseppe Carafa, Andrea Manco (tutti della BeBoxe di Copertino); Danilo Timo (Amici del Pugilato, Lecce), Giulio Semeraro (Pug. Rodio, Brindisi) e Fernando Guido (Boxe San Donaci, Brindisi). A vincere, per i salentini, Carafa (di Ugento) e Manco (Melissano), anche se il bottino di vittorie poteva essere decisamente più corposo. «In questo caso – spiega il tecnico della BeBoxe, Francesco Stifani – non vorrei analizzare la trasferta in Emilia Romagna prettamente dal punto di vista agonistico e di conseguenza tecnico. Le motivazioni che mi hanno spinto ad accogliere l’invito della famiglia Duran, sono state principalmente quelle di regalare un sorriso ad una popolazione tremendamente colpita dal sisma di questi giorni. A dire il vero, la nostra presenza era stasa pianificata ancor prima del terremoto, quindi, a maggior ragione, abbiamo scelto di non mancare a questo appuntamento, organizzato anche per ripartire e lanciare un segnale di “normalità”. Peraltro, personalmente sono particolarmente legato a questa regione: un territorio che mi ha fatto scoprire il vero pugilato. Sono stati proprio questi sentimenti di fratellanza e di affetto, a farmi decidere di coinvolgere anche altri pugili salentini; sono bastati pochi minuti e qualche telefonata, per costituire il gruppo di atleti». Oltre ai sette pugili e al tecnico Stifani, del gruppo hanno preso parte anche gli aspiranti tecnici (in forza alla BeBoxe) Carmine Conte e Salvatore Carafa.

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