Tagli in sanità. Scontro Vendola-Palese

Il capogruppo del Pdl in Consiglio accusa il governatore di “scelte politiche”; Vendola attribuisce al Governo le responsabilità dei tagli. Palese controreplica

In merito ai tagli di posti letto stabiliti dal Regolamento attuativo del Piano di rientro approvato dalla Giunta regionale, il leader del Pdl pugliese Rocco Palese ha accusato il presidente Nichi Vendola di aver preso decisioni sulla base di valutazioni politiche e non tecnico-scientifiche. “Le nostre peggiori previsioni sono state confermate – ha detto Palese – : in merito ai punti nascita, il Governo regionale ha deciso di chiuderne alcuni, pur in presenza dei requisiti di legge e/o degli indicatori previsti dalla stessa Regione, per restare aperti. Così si privano quei territori di reparti ospedalieri di qualità e di riferimento per una utenza enorme. Per quanto ci riguarda e per quanto sarà reso possibile dalla maggioranza, compiremo tutti i passi amministrativi e istituzionali necessari in Commissione e in Consiglio. Intanto però, pur non volendo in alcun modo scatenare guerre di campanile, denunciamo con forza la totale assenza di legalità, trasparenza e meritocrazia in decisioni che, se dovessero restare quelle assunte ieri sera, a nostro avviso non assicurerebbero ai cittadini le prestazioni sanitarie e i servizi territoriali che, invece, la Regione deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio regionale”. Pronta la risposta di Vendola che a sua volta ha accusato di demagogia il capogruppo del Pdl in Consiglio ed ha attribuito tutta la responsabilità della difficile situazione sanitaria pugliese al Governo. “Il presidente Palese ci accusa di aver fatto scelte sulla base di un ‘mercimonio politico’ e non nell’interesse del territorio. Nello stesso tempo, pur dichiarando di non voler alimentare ‘guerre di campanile’ si avventura in un improbabile richiamo a risparmi sugli sprechi che avrebbero consentito scelte meno dolorose. Sul primo punto, la risposta viene fin troppo facile: basta guardare al segno delle obiezioni per capire che il loro carattere bipartizan non consente una lettura politica delle scelte della Giunta. Nel merito, invece, sorprende che Palese, di solito attento alla dimensione concreta della discussione, da un lato, si guardi bene dall’indicare alternative concrete nella localizzazione dei ridimensionamenti, dall’altro, finga di non sapere o di non ricordare che il piano di rientro che obbliga la Puglia a tagli così dolorosi ci è stato imposto dal ‘suo’ Governo e che il medesimo piano stabilisce non solo generici tagli di spesa (che pure stiamo facendo), ma dettagliatissime riduzioni di posti letto. Ed è ancora, lo stesso Governo ad aver obbligato la Puglia, come tutte le altre Regioni, a chiudere i punti nascita sulla base di parametri precisi e prescrittivi”. Quest’affermazione ha fatto infuriare ancora di più Palese che ha controreplicato alle parole del governatore, rispondendo che “non sono stati né il Governo Prodi né il Governo Berlusconi ad imporre alla Puglia di non rispettare il Patto di Stabilità e di essere inadempiente per anni sulle intese Governo – Regioni del 2005 e del 2009 per la riduzione dei posti letto per acuti”.

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