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Visita singolare alla Basilica di Santa Croce, simbolo dell’architettura religiosa leccese

Un nuovo modo di intendere il cantiere: anziché ostacolare, i ponteggi permettono di avvicinarsi a bellezze altrimenti inaccessibili. Un esperimento da estendere

Uno degli angoli più suggestivi di Lecce, il complesso architettonico formato da Palazzo dei Celestini, sede della Prefettura, e la Basilica di Santa Croce, nel centro storico di Lecce. Negli anni la facciata imponente della chiesa è stata preclusa per alcuni periodi alla vista di turisti e residenti, ma ora qualcosa è cambiato.

I nuovi lavori di restauro, partiti ad aprile scorso, sono accompagnati da una visione innovativa. Innanzitutto si è voluto ridurre al minimo l’impatto ambientale, nascondendo i ponteggi con un telo che riproduce in alta risoluzione la facciata. Inoltre, per la prima volta a Lecce, per i prossimi due anni (durata presunta della ristrutturazione) Santa Croce sarà un cantiere aperto a chiunque voglia ritrovarsi vis-à-vis con le straordinarie creazioni scolpite nella pietra leccese. Una sorpresa per i turisti, ma anche per chi a Lecce è nato e cresciuto. Armati di caschetto protettivo, si può salire con un ascensore panoramico per tre livelli, giungendo al livello del magnificente rosone. La guida, che accompagna i visitatori in piccoli gruppi, aiuta a individuare particolari sfuggiti a chi ha sempre guardato la Basilica dal basso, e svela anche la complessa simbologia cristiana che la facciata rappresenta in ogni dettaglio.

Per realizzare la basilica è stato impiegato più di un secolo, a partire dagli anni Quaranta del Millecinquecento; gli artisti che si sono avvicendati nel tempo hanno lasciato un’impronta personale, un piccolo dettaglio che si distingue nell’armonia del progetto monumentale: il disegno architettonico si sviluppa in un climax ascendente: parte da un primo livello volutamente spoglio, a rappresentare l’umanità e le sue sofferenze terrene, fino a giungere al punto più alto, quello che ospita il rosone, l’occhio di Dio che guarda sull’altare dell’Eucaristia. Nelle varie sezioni i simboli religiosi si fondono con rappresentazioni del potere temporale, legando la storia della chiesa alle vicende politiche dell’epoca, tra alleanze e contese che hanno coinvolto anche gli ordini monastici.

La visita al cantiere della Basilica è gratuita ma si effettua solo su prenotazione, tramite il sito, il QR code o gli infopoint turistici leccesi.

“È quello che stiamo chiedendo in tutti i cantieri che sosteniamo con i nostri investimenti: lasciare che il cantiere sia visitabile in condizioni di sicurezza e approfittare dell’impalcatura anche per realizzare un’ispezione da parte di cittadini e turisti, che possono vedere la bellezza degli intagli sulla pietra direttamente da vicino”, spiega l’Assessora regionale Loredana Capone. In accordo con la Conferenza Episcopale Pugliese, la Regione Puglia ha stanziato dei fondi per la valorizzazione di Santa Croce e di altri tre edifici religiosi, nell’ambito dell’Accordo di programma quadro “Beni e attività culturali”. “Vedere il rosone di Santa Croce da vicino – continua Capone – è un’emozione, ma nello stesso tempo è possibilità di studio e di ricerca ulteriore”.

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Info sull'autore

Francesca Rizzo

Una laurea in Comunicazione, una specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale. Dalla "cucina" (web) del giornale a quella di casa il passo è breve.

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