Arresto di Vantaggiato. Motta: ‘Un punto di partenza’

Brindisi. Secondo il procuratore di Lecce le dichiarazioni del responsabile del gesto sono generiche prive di credibilità. L'audio della conferenza stampa

BRINDISI – “Se Vantaggiato, con il suo gesto, voleva creare paura in città, l’ha fatto, è riuscito nel suo intento, perché adesso tutto il Salento, l’intera regione e l’intero Paese sono allarmati”. Con queste parole il procuratore di Lecce Cataldo Motta ha aperto la conferenza stampa di stamattina presso la Procura di Brindisi, nella quale ha riferito i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto, dopo 18 giorni di indagine, di Giovanni Vantaggiato, titolare di un deposito di carburanti di Copertino. Alla conferenza hanno preso parte anche il vice capo della polizia, Francesco Gratteri, i vertici della procura brindisina e quelli di polizia e carabinieri.

Giovanni Vantaggiato Tuttavia, ha spiegato Motta, non si tratta di un punto d’arrivo dell’indagine, ma solo di un punto di partenza. Sul movente, Vantaggiato, interrogato stamattina, non ha voluto dire alcunché ma ha solo fornito un’indicazione assai generica e priva di credibilità. “A mio avviso – ha commentato il procuratore – l’interrogatorio non è soddisfacente. Dunque non riteniate dunque che il caso sia chiuso perché sarebbe un’indagine zoppa se ci fermassimo qui”. Più volte nel corso della conferenza stampa Motta ha evidenziato l’efficace collaborazione tra Procure e tra forze dell’ordine, spiegando che per le indagini vi è stato un ingente dispiegamento di forze e uomini. “La presenza di forze centrali qui nel Salento, alla periferia dell’impero – ha detto – per noi conta molto, anche perché i cittadini comprendono come l’intero Paese sia interessato a risolvere il caso”. Non ha nascosto qualche fastidio per una esagerata pressione mediatica: “Capisco bene le vostre esigenze, mi avete costretto a mentire frequentemente, con qualche difficoltà, perché non sono abituato a farlo”.

Cataldo Motta

Un momento della conferenza stampa di oggi L’indagine, dunque, ha detto Motta, proseguirà in questa direzione, ma senza trascurare di prendere in considerazione, come sempre, tutte le possibilità. “Nel frattempo abbiamo contestato questo reato, vedremo in futuro che cosa ci sarà”. “Attualmente – ha aggiunto – sono ancora in corso le perquisizioni cominciate stanotte; ieri abbiamo interrogato questa persona prima di emettere il decreto di fermo e quindi ci si avvale delle sue dichiarazioni che giudico parzialmente ammissive”. Vantaggiato ha infatti riferito di essere stato lui a costruire e posizionare la bomba di fronte alla scuola, aggiungendo di averla collocata di notte ma di aver atteso la mattina dopo per farla esplodere perché di notte non c'era nessuno; non ha fornito però un movente preciso, limitandosi a far riferimento a difficoltà economica ma senza correlarle in maniera più concreta con l’accaduto. La svolta nelle indagini è avvenuta nel momento in cui, grazie all’analisi dei filmati delle telecamere dell’intera città, è stato possibile ricostruire il percorso delle due auto, una Fiat punto e una Hyundai, l'una bianca l'altra blu, entrambe di proprietà di Vantaggiato. “E’ stato un lavoro molto impegnativo. La squadra di indagine che si occupava di allineare le immagini delle telecamere di tutta la città è riuscita a ricostruire la strada percorsa dalle due autovetture che risultavano presenti la notte in cui è stato sistemato l’ordigno esplosivo e all’orario coincidente con il momento dell’esplosione”. Gli investigatori sono dunque riusciti a ricostruire gli spostamenti dell’intera città nel giorno dell’esplosione, fino a stringere il cerchio delle indagini attorno a Vantaggiato. “Da oggi in poi vi pregherei di lasciarci lavorare – ha concluso Motta -; vi informeremo appena avremo delle novità”. Ecco l'audio della conferenza stampa: http://www.youtube.com/watch?v=K_jE8D6Dlh0&feature=youtu.be http://www.youtube.com/watch?v=rxcT_jjlRwo&feature=youtu.be

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