Caro benzina. Distributori oggi deserti

Lecce. L’iniziativa di protesta indetta dall’Aci contro i nuovi aumenti sul carburante. Sticchi Damiani: ‘Prezzi alla pompa saliti di oltre il 20% in un anno’

LECCE – Non è un’iniziativa di protesta contro le forme di solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto. E’ invece una rivolta contro una tassa considerata ingiusta, in quanto colpisce soprattutto lavoratori e fasce sociali deboli e deprime il comparto auto, vitale sia per l’occupazione che per l’economia del Paese. L'Automobile Club d'Italia ha lanciato un'inedita forma di mobilitazione degli automobilisti contro il caro-benzina e la sempre maggiore pressione fiscale sui veicoli e ha deciso di scendere in campo proclamando per oggi la prima giornata di sciopero della benzina. “Occorre dare un segnale forte per dimostrare che gli automobilisti non sono rassegnati a farsi tartassare – ha affermato il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani -. Serve un gesto simbolico, ma importante. Invitiamo gli automobilisti a non fare rifornimento nella giornata di oggi per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario”. Negli Usa un’analoga iniziativa generò nel 1997 una riduzione del costo della benzina fino a 30 centesimi di dollaro in 24 ore. Un risultato difficilmente replicabile, ma che comunque dimostra l’efficacia di una risposta corale degli automobilisti contro l’eccessivo carico fiscale sui carburanti. L’Automobile Club d’Italia sottolinea l’insostenibilità economica e sociale della pressione fiscale sui veicoli che ha scatenato aumenti a catena. Stando ai calcoli effettuati, infatti, nel 2012 una famiglia media spenderà per l’auto 1.680 euro in carburante, ai quali vanno aggiunti 715 euro per l’assicurazione, 270 euro per la manutenzione, 220 euro per parcheggi e garage, 190 euro per pedaggi, 120 euro per le multe e un insieme di altri costi per un totale complessivo di oltre 3.500 euro a fronte dei 3.278 euro del 2011. “La nostra iniziativa non è un muro contro muro – spiega Sticchi Damiani – perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese”. “E’ infondata l’ipotesi secondo la quale Aci si oppone all’idea di aiutare le popolazioni colpite dal sisma – ha dichiarato il presidente dell’AC Lecce, Aurelio Filippi Filippi – perché siamo sempre vicini alle popolazioni colpite da calamità naturali, con tutti gli uomini, i mezzi e il know-how di cui disponiamo. Stiamo attivando una task force di soccorso per la rimozione delle auto distrutte oltreché un centro mobile di servizi di pratiche automobilistiche. La benzina – aggiunge – è il prodotto più tassato in assoluto: circa il 60% del prezzo alla pompa è fatto di tasse e di tasse sulle tasse (l’IVA sulle accise). Gli automobilisti italiani pagano ancora accise per la guerra in Abissinia (1935), la crisi del canale di Suez (1956), la tragedia del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966) e i terremoti in Belice (1968), Friuli (1976) e Irpinia (1980). E’ ora di dire basta e tassare le ricchezze, non le povertà. L’auto è un limone dal quale non si può più spremere neanche una goccia”. Lo dimostrerennero il crollo dei consumi (benzina -16,1% e gasolio -14,3% ad aprile, ultimo dato ufficiale Ministero dello Sviluppo Economico) e la rilevante riduzione del traffico autostradale, che solo a febbraio ha toccato -14,5% (ultimo dato ufficiale Aiscat). “Per ora – conclude Filippi Filippi – malgrado il crollo dei consumi, il gettito continua ad aumentare, ma se non si farà qualcosa per bloccare questa emorragia, presto anche l’Erario ne risentirà e la tassazione, oltre che soffocante e iniqua, si rivelerà addirittura dannosa per le casse dello Stato”.

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