Giulia è nata

Le ‘Giornaliste unite libere autonome’ di Puglia danno il via alle attività dell’associazione. Il gruppo pugliese è il più numeroso in Italia dopo quello lombardo

Giornaliste unite libere autonome’ è una rete di giornaliste che da otto mesi ha iniziato a riflettere e ad agire per un reale cambiamento nel modo di fare informazione in Italia. Eliminare gli stereotipi maschili e sessisti attraverso i quali la donna sui giornali e nelle televisioni diviene oggetto delle notizie; utilizzare un linguaggio rispettoso della dignità della donna e del suo ruolo nella società; far sì che più donne ricoprano ruoli di responsabilità e di direzione nelle redazioni, gli organismi di rappresentanza, nelle associazioni di categoria e sindacali, nell’Ordine: questi i principali filoni di discussione. La prima riunione è stata bella e partecipata. Alessandra Mancuso, nota giornalista del Tg1, portavoce nazionale, e Rossella Matarrese, giornalista del Tg Rai Puglia, e coordinatrice regionale, hanno ascoltato le storie delle tante giornaliste che quotidianamente si scontrano, sul campo, nelle redazioni, con un immaginario maschile e con scelte direzionali maschili, fatte di notizie pruriginose, titoli strillati, foto offensive, linguaggio discriminante. Al problema della costruzione delle notizie, che non permette una rappresentazione equilibrata della realtà, si aggiunge quello della gestione del potere e delle responsabilità, in mano agli uomini. Anche nel giornalismo, come negli altri settori economici, i vertici aziendali sono al maschile e i compensi delle donne (quando arrivano ai vertici) sono inferiori a quelli degli uomini. Mentre il carico di lavoro è uguale, se non maggiore. Giulia Puglia da subito ha aderito al Comitato promotore per la legge “50/50”, che inserisca nell’elezione regionale la doppia preferenza obbligatoria, di un uomo e di una donna, e la composizione delle liste fatte al 50% da uomini e al 50% da donne. Su questo Giulia-Puglia ha anche promosso la realizzazione di un breve documentario, Mai più senza 50/50, da cui viene fuori la necessità un vero e proprio contrasto tra le donne, che vogliono il cambiamento, e gli uomini, già al potere nel consiglio regionale della Puglia, che lo ostacolano. L’aspirazione ad una democrazia paritaria reale però passa dalla possibilità reale di poterla raccontare: se questo non è possibile significa che è la stessa democrazia a non poter essere attuata. E se l’informazione è un diritto dei cittadini costituzionalmente garantito, noi giornaliste vogliamo garantirlo al meglio delle nostre possibilità. Che non sono quelle stabilite dagli uomini. Inizia una bella stagione di confronto e di rinnovamento del modo di fare informazione. E parte dalle donne.

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