I veleni della fertilità, se li conosci li eviti. Anche prima di nascere

Molte sostanze comunemente usate nella vita quotidiana delle famiglie del terzo millennio sono un vero e proprio veleno per la fertilità di coppia

di Lamberto Coppola (*) Si chiamano Endocrine Disruptors (interferenti endocrini) e sono sostanze comunemente usate nella vita quotidiana delle famiglie del terzo millennio, ma non tutti sanno che molti di essi sono un vero e proprio veleno per la fertilità di coppia e che, agendo come ormoni nel sistema endocrino degli esseri viventi, alterano la normale funzione degli ormoni. Basse concentrazioni di queste sostanze finora non considerate tossiche potrebbero causare disturbi gravi nella specie umana. Il problema principale è che si inseriscono subdolamente nei meccanismi ormonali di molti organismi compreso l’uomo modificandone il funzionamento e facendo insorgere disfunzioni endocrine finora impensate. Inoltre durante la gravidanza possono interferire con lo sviluppo fetale ed in particolare con il sistema riproduttivo del feto stesso che da adulto potrebbe risentirne in modo importante. Naturalmente ci sarebbero notevoli implicazioni medico legali a livello di salute pubblica se questi effetti si dimostrassero certi e costanti con una precisa causa-effetto. Tutto il sistema industriale di beni di consumo tra i più vari e prodotti di uso anche sanitario ne potrebbe risentire. Basti pensare ai prodotti di uso medicale monouso utilizzati sin dalla nascita. Nel marzo del 2007 una class action è stata intrapresa in California contro produttori e distributori di bottigliette plastiche per neonati in quanto i consumatori non erano stati avvisati circa il contenuto in Bisfenolo A delle bottiglie. Tra le sostanze più sospettate di avere un ruolo sull’organismo come interferenti endocrini annoveriamo: Ftalati: Sono presenti in alcuni giocattoli morbidi, nelle pavimentazioni, prodotti medicali, cosmetici, e deodoranti ambientali. Sicuramente influiscono sul sistema endocrino degli animali ed alcune ricerche lo implicano in difetti congeniti del sistema riproduttivo maschile. La California e l’Europa ne hanno bandito l’uso nei giocattoli. Ci sono evidenze che indicano un influenza degli ftalati nello sviluppo neuroendocrino maschile quando si verificasse un’esposizione prenatale. Bisfenolo (Bpa): Viene ampiamente usato nella plastica, nei biberon, nelle lattine per alimenti e nei sigillanti per uso dentale. L'esposizione fetale o perinatale è stata associata ad una inferiore capacità riproduttiva in età adulta. Uno studio ha correlato la sua presenza con un aumento delle frammentazioni del DNA degli spermatozoi. Studi epidemiologici sull'uomo rimangono però ancora scarsi ed incompleti, soprattutto per quanto riguarda l’azione di questa sostanza sullo sviluppo dei testicoli. Bifenili policloridrati (pcb): Sostanze usate nell’industria come raffreddanti e lubrificanti. Agirebbero sulla tiroide favorendo l’obesità ed il diabete nei bambini nati da mamme esposte in epoca prenatale a tali sostanze. Ddt: Pesticida oggi bandito nella maggior parte dei paesi, ma ancora utilizzato in alcune regioni del mondo come il Messico, l’Africa ed il Sud Est asiatico. Tuttavia l’esposizione a questa sostanza delle madri potrebbe aver favorito l’insorgenza di obesità nei figli. altre sostanze: Sospettate e sorvegliate sono 17 alfa etililestradiolo, Diossine, Fenoli, numerosi pesticidi, Atrazine, Xenoestrogeni e Fitoestrogeni. Un consiglio: fate particolare attenzione ed utilizzate prodotti marchiati Cee se acquistate un giocatolo per i vostri figli e naturalmente state lontani dalle produzioni e vendite dei tanti negozi cinesi che trovate in giro… non sono affidabili. (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce), Casa di Cura Petrucciani (Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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