Arresti per caporalato. Cgil: ‘Saremo parte civile nel processo’

Lecce. Cgil e Flai Cgil Lecce ritornano a chiedere il reato di caporalato sia esteso alle parti datoriali

LECCE – La Cgil Lecce e la Flai Cgil Lecce si costituiranno parte civile nel processo che si aprirà a carico degli arrestati, stamattina, nel corso del blitz dei carabinieri del Ros. Lo hanno assicurato i segretari provinciali Antonella Cazzato ed Antonio Gagliardi che hanno fatto sapere come la notizia dei 16 arresti abbia ridato speranza “a quanti combattono contro tutte le mafie e le pratiche criminali di sfruttamento e oppressione degli uomini e delle donne sui luoghi di lavoro”. “Crediamo anche che, per l’importante risultato ottenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e dalle forze dell’ordine – si legge in una nota congiunta – , sia stato fondamentale il coraggio di quei lavoratori che, a Nardò, la scorsa estate, hanno trovato la forza di reagire e di denunciare. Per la Cgil Lecce, per il sindacato di categoria Flai Cgil, al fianco dei braccianti in ogni momento della loro battaglia, oggi vince la legalità e il coraggio di lottare contro lo sfruttamento perpetrato da caporali e datori di lavoro. I fatti di Boncuri ci hanno aiutato a portare sotto i riflettori il fenomeno del caporalato di cui veniva persino negata l’esistenza e che ancora oggi vede molte resistenze. Il lavoro che faremo per cambiare le cose è già partita, non aspetteremo la stagione dell’emergenza”. Tuttavia, la battaglia allo sfruttamento è lunga. “Siamo convinti – aggiungono – che questi arresti siano stati possibili anche grazie alla prima vittoria, sul piano legislativo, ottenuta soltanto pochi mesi fa, dell’introduzione del caporalato tra i reati penali. Torniamo a chiedere che il reato sia esteso alle parti datoriali, le cui responsabilità non sono ancora, a nostro avviso, sufficientemente riconosciute dalla legge. Chiediamo inoltre che il Consiglio dei ministri assuma quanto prima la recente direttiva europea che prevede l’accompagnamento del lavoratore che denuncia in un percorso di regolarizzazione della sua posizione nel nostro Paese. Non è solo una battaglia sindacale, è una battaglia di civiltà”.

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