Brindisi: 5000 no

Brindisi. Gli stiscioni degli studenti: 'Adesso ammazzateci tutti' ma anche 'Siamo cittadini di un Paese che si ricorda di stare uniti solo quando si muore'

19 maggio 2012 ora 19:00 Strage di mafia: tutti gli indizi portano alla SCU Prende corpo l'ipotesi di strage mafiosa fatta per alimentare la strategia della tensione BRINDISI – Troppe coincidenze in questa strage portano ad un perverso messaggio della Sacra Corona Unita: il nome della scuola intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, la vicinanza con l'anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), l'arrivo previsto oggi a Brindisi della carovana antimafia, partita da Roma l’11 aprile. A questo si aggiunge l'efferatezza di un attentato ideato per uccidere ragazze innocenti: l'ordigno posizionato di fronte al portone della scuola, in un posto pieno di ragazze, e fatto esplodere dieci minuti prima il suono della campanella. Un altro dubbio atroce è che si sia voluto colpire proprio delle studentesse di Mesagne: l'ordigno è esploso mentre passava il gruppo delle ragazze appena scese dall'autobus proveniente dalla città del brindisino. Una reazione assassina che segue un primo avvertimento fatto, al presidente dell'associazione antiracket di Mesagne, Fabio Marini, al quale era stata fatta saltare l'auto nella notte del 5 maggio. Il 9 maggio scorso, in un’operazione della Procura antimafia, erano state arrestate sempre a Mesagne, 16 persone accusate di essere associati alla SCU e operare estorsioni, spaccio di droga, porto illegale di armi da fuoco, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. La pista investigativa si concentra dunque sulla SCU. La mafia brindisina dispone di armi e denaro. Ha una rete mortale con la criminalità albanese e dei balcani. “Per il momento ci sono elementi di sospetto coincidenti, ma e' presto per fare delle ipotesi”. Lo ha affermato il procuratore di Brindisi Marco Dinapoli, intervistato da un giornalista del Fatto quotidiano. “la Sacra corona unita non ha mai fatto attentati di questo genere” – ha aggiunto – “Non e' tritolo ed e' proprio questo che ci induce a tenere aperta ogni possibilita', anche quella di un attentato non professionale”. In effetti la bomba era composta da tre bombole di GPL collegate ad un timer.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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