Tutti a Brindisi, contro le mafie

La rabbia e l'orgoglio del cronista brindisino Adolfo Maffei, dopo la bomba davanti alla scuola “Falcone Morvillo”. Pronta la più grande marcia contro la mafia

Di Adolfo Maffei Succede a tutti, credo, che l'altro di noi spinga per uscire dal ghetto psichico in cui è nato per stare. Accade che, il più delle volte, che lo ricacciamo indietro, lo governiamo, al massimo lo lasciamo interloquire un pochino, giusto per non mortificarlo. In fondo, non a caso lo chiamiamo genericamente subcoscio, concetto che il Devoto Oli definisce come il settore della psiche “i cui contenuti sono sentiti solo vagamente”. Oggi no. L'altro di me mi ha imposto di emergere, pena un cortocircuito le cui conseguenze sarebbero state incalcolabili. Voleva esplodere per la rabbia, voleva dire parole di sangue e di vendetta, eruttare insulti insoliti, le più volgari del nostro dizionario personale. Così non mi sono opposto e quando tutto è tornato a posto mi sono sentito svuotato, annichilito, solo con questa notizia che mi ha riportato indietro di decenni, alle pagine più dolorose della mia storia professionale, quando l'uomo e il suo subconscio dovevano rigorosissimamente restare separati dal cronista sul campo. Mai, lo giuro, mai ho pensato che la mia Brindisi, per quanto umiliata e ferita da mille episodi di malavita che ne hanno sfregiato il volto negli ultimi 30 anni, potesse conoscere una pagina come quella che mani infami hanno scritto stamane, 15 minuti prima della campanella di un istituto scolastico femminile, nel quale stavamo entrando ragazze della città e della provincia. L’ordigno piazzato davanti a quella scuola è un oltraggio indelebile, rappresenta un punto di non ritorno non solo per questa città martirizzata, ma per lo Stato italiano. Oggi, contrariamente a quanto accedeva 30 anni fa quando bombe di tutti i colori falciavano cittadini incolpevoli, lo Stato non arrivava subito e non dava subito risposte. Anzi: spesso erano risposte fuorvianti. A Brindisi, dopo mezza giornata di indagini, è stata identificata la matrice, la famigerata Scu, l’organizzazione che ha sfregiato l’immagine di questa meravigliosa terra salentina. Spero che nella prossima mezza giornata i responsabili siano catturati. Nel frattempo, alle 18, Brindisi vivrà la più grande mobilitazione di massa della sua storia. Da tutta la Puglia stanno convergendo nella mia città migliaia di persone, Carlo Salvemini porterà con se centinaia di leccesi, a Milano un giovane avvocato dal cognome più diffuso di Brindisi, Guadalupi (Emanuele), ha convocato per internet i concittadini residenti nel capoluogo lombardo. Tutti diremo un no gigantesco, grande quasi quanto il dolore che ha prodotto la perdita di Melissa, a tutte le mafie che stanno strangolando il futuro dei giovani. La chiudo qui. Io e l’altro stiamo meglio, appena un pochino.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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