'Jagger', biografia con riserve

Un linguaggio decisamente insolito per raccontare una star planetaria lascia spesso il lettore insoddisfatto

Il primo dei due libri di questo mese è una biografia che presenta più di una riserva. Intanto il protagonista insolito, la star della musica mondiale Mick Jagger, leader del Rolling Stones, il gruppo musicale inglese che per mezzo secolo ha condiviso con i Beatles i favori dei ragazzi di tutto il mondo. Poi il linguaggio, decisamente insolito per il lettore abituato a ritmi discorsivi, parole e costrutti sintattici lineari, andamento logico e cronologico almeno accettabile. Il libro, firmato dal giornalista e musicologo Marc Spitz (autore anche di una biografia di David Bowie), è un caleidoscopio incontrollabile nel quale si compongono e scompongono in continuazione fatti, citazioni dirette, sintesi di libri e interviste altrui, ritagli, leggende metropolitane. Le cose certe, oltre ogni ragionevole dubbio e interpretazione, sono i fiumi di tutti i generi di droga sui quali ha navigato per 50 anni il gruppo londinese, e il successo planetario, dovuto moltissimo al talento di Mick (ma anche, forse maggiormente, dell’inseparabile Keith Richards), ma anche, altrettanto, dal fascino di Jagger: personaggio assoluto, istrione, provocatore oltre tutte i limiti, sex machine per antonomasia. La biografia inizia, come da canone, nei luoghi dell’adolescenza, Dartford, in questo caso, a 20 minuti di treno da Londra, e si dipana come un gomitolo impazzito, il cui filo principale s’interrompe di continuo, lasciando il lettore con spezzoni incompleti e insoddisfacenti. Ma alcuni punti fermi li trasmette. “Quando pensiamo ai Rolling Stones – scrive Spitz – pensiamo al cuore e all’inguine. Non al cervello. Keith è il cuore. Mick è il cervello… Il cuore pompa, il cervello pianifica”. Mentre con una mano Spitz disegna un profilo eccentrico, dissoluto, affamato di sesso, al punto da dimostrare una speciale vocazione nel rubare la donna dell’amico (ne farà le spese Keith, dalla cui moglie Jagger pare abbia avuto addirittura un figlio), con l’altra illustra un vero genio della comunicazione, un animale da palcoscenico come nessun altro al mondo, un raffinatissimo e colto musicista. Ogni raccolta di dischi, ogni concerto, ogni singolo sono raccontati con il gusto del backstage, dalla gelosia artatamente messa in scena verso i Beatles (in realtà i due gruppi erano molto amici e Jagger farà musica (dischi e concerti) con Paul McCartney, fino all’apoteosi della carriera degli Stones a cui Mick darà il contributo più importante e decisivo. Per invogliare alla lettura di “Jagger”, l’editore Arcana pubblica sulla contro copertina la seguente frase dell’autore: “Chiunque altro l’avrebbe linciato; diciotto mogli e venti figli e viene fatto cavaliere fantastico!”. Le cose non stavano esattamente così, ma vuoi mettere un profilo del genere con quello che urla, arrabbiato, l’inno di almeno due generazioni “(I can get no) satisfaction”? Marc Spitz Jagger Arcana

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