Operazione ‘Valle Cupa’. Si costituisce Bernardini

 

Lecce. Nella serata di ieri, il 35esimo arresto dei carabinieri. All’appello ne mancano due

LECCE – Anche il 35esimo arresto nell’ambito della maxi operazione antidroga denominata “Valle Cupa” è stato portato a compimento. I carabinieri della Compagnia di Tricase, in collaborazione con i militari della Stazione di Monteroni di Lecce, hanno arrestato ieri sera Fabrizio Bernardini, il 52enne di Monteroni che, in un primo momento, era risultato irreperibile.

Fabrizio Bernardini

Fabrizio Bernardini L’uomo, attivamente ricercato senza sosta dai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, si è messo in contatto con il comandante della Stazione di Monteroni che lo ha convinto a consegnarsi agli investigatori. Così, nella tarda serata, Bernardini si è costituito ed è stato condotto nel carcere di Borgo San Nicola, dove si trova a disposizione del giudice.

14 maggio 2012 Scacco al clan della droga: 34 arresti, sfuggono in tre LECCE – I carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito stamattina 37 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica di Lecce – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti appartenenti, a vario titolo, ad un’associazione per delinquere finalizzata alla vendita e distribuzione di sostanza stupefacente del tipo eroina. L’operazione è stata denominata “Valle Cupa” dall’omonima località del Comune di Monteroni, epicentro dello di spaccio, ed ha visto impegnati oltre 100 carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri di Bari ed il Nucleo Cinofili di Modugno (Ba). Si è svolta anche fuori dalla provincia di Lecce, con la collaborazione dei carabinieri di Fidenza (Pr), Assisi (Pg), Trani (Bt), Gioia del Colle (Ba), Brindisi, Francavilla Fontana (Br), Taranto, Castellaneta (Ta), Martina Franca (Ta), Pisticci (Mt), San Severo (Fg) e Santa Maria Capua Vetere (Ce) e Nocera Inferiore (Sa). L’indagine, sviluppata anche con attività tecniche, è iniziata nell’ottobre 2009 a seguito di un controllo antidroga effettuato dai Carabinieri del Norm – Aliquota Operativa della Compagnia di Tricase. In quell’occasione dal soggetto fermato, trovato in possesso di due grammi di eroina, fu possibile risalire al fornitore e da questi, grazie a servizi di osservazione, controllo e pedinamento, oltre che con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali si è riusciti a ricostruire l’organizzazione del sodalizio criminoso. Le prolungate ed articolate investigazioni, svolte sia d’iniziativa che su delega del giudice, hanno dimostrato che l’organizzazione era dedita al compimento di una sistematica e stabile attività di acquisto, trasporto, occultamento, lavorazione, rivendita e cessione a terzi al fine dell’ulteriore spaccio, di diversi quantitativi di eroina. Dai riscontri ottenuti, inoltre, si è proceduto in più occasioni all’arresto in flagranza di reato di nove persone, alla denuncia di altri tre soggetti nonché alla segnalazione di altri quattro individui con il contestuale sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti. Il sodalizio, fortemente radicato sul territorio, organizzato gerarchicamente, con uno stretto intreccio di parentele e relazioni sentimentali (16 degli arrestati di oggi sono legati tra loro a vario titolo) e caratterizzato da una forte presenza femminile anche nei ruoli di vertice dell’organizzazione, aveva, come leader indiscusso, Antonio Sileno con compiti di direzione ed organizzazione dell’associazione. Alle sue dipendenze c’erano la sorella Carmela Sileno e la compagna Angela Colacicco, incaricate di organizzare l’attività dell’associazione. A latere, con il compito di reperire e distribuire l’eroina, vi erano il terzo dei fratelli Sileno, Giancarlo, il fratello di Angela Colacicco, Paolo, Maurizio Mazzei nonché la stessa Carmela Sileno ed il compagno Mario Camassa. Fra i principali e più attivi pusher di cui l’associazione si serviva per la vendita al dettaglio dell’eroina figurano i fratelli Marco e Gianluca Saponaro con le rispettive ragazze, Luana Monia Quarta e Roberta Ventura. L’organizzazione, che non cedeva mai quantitativi di eroina inferiori ai cinque grammi, aveva tre differenti canali di approvvigionamento dello stupefacente, uno, quello prevalente, brindisino e due, secondari, tarantino e napoletano che venivano utilizzati quando con il primo, per temporanea indisponibilità di materia prima o per ragioni di “opportunità” legate alla necessità di non suscitare troppe attenzioni da parte delle Forze di polizia, non era conveniente contattare. Peculiarità emersa durante le indagini è stata la predisposizione dei membri del gruppo ad ingoiare gli involucri contenenti lo stupefacente, e la facilità e rapidità con cui lo facevano, al fine di eludere i controlli dei carabinieri. L’elevato quantitativo di stupefacente quotidianamente smerciato dall’associazione e la facilità con cui veniva procurato è dimostrato dal quantitativo minimo imposto agli acquirenti, cinque grammi appunto, nonché dal fatto che da alcune intercettazioni ambientali è emerso che uno degli arrestati, Roberto Corpus, si era offerto di acquistare la casa di Gianluca Saponaro dietro il corrispettivo di due chili di cocaina purissima, affare sfumato per volontà dello stesso Saponaro che preferiva i contanti allo stupefacente. In occasione dell’arresto di Saponaro, i carabinieri si sono nascosti all’interno della Caserma “Pico” per irrompere per strada e bloccare l’auto sulla quale viaggiava il pusher, abituato a sottrarsi alla cattura con ogni mezzo. Nella circostanza furono sequestrati 300 grammi di eroina e 6.800 euro in contanti. Ulteriore elemento emerso è che gli acquirenti venivano costantemente “truffati” dai membri dell’associazione atteso che, a seguito dei riscontri effettuati durante le indagini, tutti gli involucri da cinque grammi di eroina, indipendentemente da chi li avesse ceduti e confezionati, contenevano in realtà 3,7 grammi di stupefacente. Altre 28 persone sono state deferite in stato di libertà a vario titolo durante le indagini. Nel corso dell’operazione di questa notte è stata arrestata, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti Marilena Tapperi, incensurata di 22 anni di Latiano, perché sorpresa in possesso di circa 8 grammi di Mdma, di cui due suddivisi in sei dosi, un francobollo di lsd, un bilancino di precisione ed un flacone di metadone. L’arresto è stato eseguito a Lecce presso l’abitazione in uso a Leonardo Marco Cacciatore. Presso l’abitazione di Roberto Corpus sono stati rinvenuti 2.300 euro in contanti, sottoposti a sequestro poiché ritenuti provento dell’attività di spaccio di droga, mentre nei locali comuni al condominio di Carmela Sileno sono stati trovati circa 90 grammi di cocaina pura. In quest’ultimo caso è scattata la denuncia a carico di ignoti.

// Gli arrestati Le catture eseguite, complessivamente, sono 34; in tutto finiscono in carcere 20 persone e 17 restano ai domiciliari; dieci dei soggetti raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare erano già sottoposti a provvedimenti limitativi della libertà personale. Tre dei destinatari sono tuttora irreperibili e ricercati. Il provvedimento restrittivo è stato emesso a carico di:

Stefano Bleve

Stefano Bleve, 34enne da Alessano;

Leonardo Cacciatore

Leonardo Marco Cacciatore, 26enne originario di Pisticci (MT)

Mario Camassa

Mario Camassa, da Lecce 65enne

Angela Colacicco

Angela Colacicco, 37enne da Lecce;

Danilo Conte

Danilo Conte, 41enne da Cavallino;

Roberto Corpus

Roberto Corpus, 47enne da Lecce

Francesco De Luca

Francesco De Luca, 38enne da Lecce;

Donato De Vitis

Donato De Vitis, 51enne da Lecce;

Oreste Gaballo

Oreste Gaballo, 34enne da Aradeo;

Enrico Gallucci

Enrico Gallucci, 31enne da Lecce;

Massimo Marti

Massimo Marti, 47enne da Lecce;

Maurizio Mazzei

Maurizio Mazzei, 54enne da Lecce;

Roberto My

Roberto My, 35enne da Lecce;

Vincenzo Nezi

Vincenzo Nezi, 31enne da Aradeo;

Loredana Paiano

Loredana Paiano, 43enne da Maglie;

Antonio Paladini

Antonio Paladini, 43enne da Carmiano;

Sergio Panarese

Sergio Panarese, 28enne da Tricase;

Donato Piero Pano

Donato Piero Pano, 30enne da Nardò;

Alessio Peluso

Alessio Peluso, 29enne da Tricase;

Sandra Perrone

Sandra Perrone, 47enne da Galatina;

Alessandro Pezzuto

Alessandro Pezzuto, 31enne da Campi Salentina;

Angela Protopapa

Angela Protopapa, 40enne da Monteroni di Lecce;

Antonio Protopapa

Antonio Protopapa, 35enne da Monteroni;

Luana Monia Quarta

Luana Monia Quarta, 41enne da San Cesario di Lecce;

Nicola Luigi Russano

Nicola Luigi Russano, 21enne da Lecce;

Gianluca Saponaro

Gianluca Saponaro, 40enne da Monteroni;

Marco Saponaro

Marco Saponaro, 36enne da Lecce;

Antonio Sileno

Antonio Sileno, 50enne da Lecce;

Carmela Sileno

Carmela Sileno, 55enne da Lecce;

Giancarlo Sileno

Giancarlo Sileno, 54enne da Lecce;

Rosanna Tornese

Rosanna Tornese, 38enne da Monteroni;

Roberta Ventura

Roberta Ventura, 23enne da Novoli;

Colturo Zanzarella

Colturo Zanzarella 47enne da Cavallino;

Gabriele Zocco

Gabriele Zocco, 30enne da Tricase. 14 maggio 2012 Traffico di droga, 35 arresti in ambienti Scu LECCE – 35 persone sono state arrestate all’alba di oggi dai carabinieri con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Gli indagati fanno parte di un gruppo criminale operante tra il capoluogo di provincia e il basso Salento con ramificati contatti in tutta la Puglia e la Campania. Epicentro l’abitato di Monteroni di Lecce, storico territorio del clan Scu Tornese, cui fanno riferimento alcuni elementi dell’organizzazione. Alla base del sodalizio una fitta rete di parentele e legami sentimentali che ne rafforzava il vincolo criminoso. Molto forte la presenza femminile, nell’ambito del gruppo, anche nei ruoli di vertice dell’organizzazione che aveva come indiscusso leader Antonio Sileno. Gli arresti sono stati eseguiti su ordinanza emessa da gip del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia, su richiesta dei pubblici ministeri Guglielmo Cataldi e Giovanni De Palma della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.

// Buccoliero: ‘Con la crisi, più criminalità’ “Un plauso ai carabinieri del comando provinciale di Lecce per la brillante operazione, che, con l’arresto di trentacinque persone ha permesso di sgominare un pericoloso sodalizio criminale vicino al clan Tornese”. Così il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, ha commentato l’operazione condotta all’alba di oggi dei carabinieri di Lecce. “Ancora una volta – ha detto Buccoliero – i carabinieri, sempre in linea nel garantire la legalità, hanno conseguito un brillante risultato operativo, che rappresenta il successo di un tutto un territorio: quel Salento pulito, onesto e desideroso di dare il meglio di sé, senza essere contaminato da azioni delittuose ed infamanti. La criminalità organizzata, complice l’attuale crisi economica, ha alzato il tiro, potendo anche contare su una manovalanza più accessibile e ben disposta a guadagnare denaro facile. Il fatto poi, certamente non di poco conto, che tra gli arrestati ci siano numerose donne, dimostra come certi sodalizi criminali puntino a rafforzarsi anche dall’interno, coinvolgendo in pieno compagne e mogli nelle attività illecite. In questa prospettiva, è chiaro che il commercio di droga sia ai vertici della classifica delle attività criminali più redditizie, rappresentando una vera e propria piaga per le nostre comunità e per i nostri giovani. L’operazione di oggi, che ha sgominato una fitta ramificazione criminale, che si estendeva dal Salento in tutta la Puglia e in Campania – ha concluso Buccoliero – rappresenta la risposta pronta e ferma di uno Stato presente e deciso a non tollerare alcuna forma di illegalità e di violenza”.

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