Poeti in amore

Quando amore fa rima con rancore

L'amore del poeta fiorisce a maggio e finisce con un imponente e strano funerale. Negli anni '20 dell'800 Heinrich Heine scrisse 66 intermezzi lirici, sedici dei quali furono musicati da Robert Schumann col titolo “Dichterliebe”, appunto. Nel meraviglioso mese di maggio ho dichiarato il mio amore. Se piango sbocciano fiori e, se canto, la mia voce si unisce a quella degli usignoli. Ho amato la rosa, il giglio, la colomba e il sole, ma ora amo solo lei, perché lei è rosa, giglio, colomba e sole messi insieme. È bella come la Madonna della cattedrale di Colonia. Ma, giunti a meno della metà del ciclo, il poeta comincia a dire: per carità, senza rancore, sappi che sei una miserabile che ha dato il suo nero cuore in pasto ai serpenti. Succede che un giovane ami una donna e che questa ami un altro che ama un'altra ancora… L’ultimo lied invoca una bara grossa quanto un barile e dodici marcantoni grandi come il san Cristoforo della cattedrale di Colonia (sempre quella) per trasportarla e buttarla in mare. Dentro c'è l'amore del poeta, il suo dolore e le canzonacce d'amore di tutti i tempi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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