Via libera alle 4 Tac. Soddisfatto il Codacons

Lecce. Secondo l’associazione di tutela dei consumatori, i benefici saranno presto visibili in termini di riduzione delle liste d’attesa e di precisione degli esami

LECCE – “La questione può dirsi risolta positivamente per i pazienti salentini che, senza che più alcuno possa metterlo in discussione, potranno beneficiare dei vantaggi offerti da macchine di ultima generazione”. Il Codacons di Lecce accoglie con grande soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato con la quale si è assegnato alla General Electric l’appalto per la fornitura ed installazione di quattro Tac ad altrettanti ospedali salentini. I benefici, secondo il Codacons, saranno immediatamente e direttamente percepiti sia dagli utenti, in termini di riduzione dei tempi d’attesa e di durata dell’esame, sia dal personale medico, in termini di precisione dell’indagine. La scelta di dotare il territorio di 4 Tac a 64 slice (anziché a 40 slice, come quella proposta dalla Siemens, a cui il bando era stato inizialmente assegnato), produrrà altresì effetti vantaggiosi non solo in tema di tutela della salute, “ma – precisa il Codacons – anche in termini di allocazione efficiente delle risorse della P.A., considerata la maggiore longevità ed i minori costi di manutenzione delle prime rispetto alle seconde”. Il Codacons di Lecce ha seguito molto da vicino la questione 4 Tac. Con diffida del 20 gennaio 2012, ha intimato alla Asl salentina di anare in autotutela il provvedimento di aggiudicazione in favore della ditta, Siemens, aggiudicataria della gara, considerando che avrebbe installato delle macchine di generazione anteriore rispetto a quelle offerte dalla seconda in graduatoria, la GE. In quella diffida ha inoltre invitato l’azienda sanitaria a sottoscrivere, nel termine di 15 giorni, la convenzione per la fornitura di apparecchi Tac dotati della tecnologia più recente. La Asl ha quindi anato la precedente aggiudicazione di gara e stipulato l’accordo con la ditta (General Electric) che avrebbe installato le Tac più efficienti (64 slice). In seguito a questa decisione, la Siemens ha così presentato ricorso al Consiglio di Stato che si è pronunciato rigettando l’appello. 10 maggio 2012 4 Tac. Il Consiglio di Stato: ‘L’appalto alla GE’ La vicenda “4 Tac” si conclude in favore della società GE. Sarà infatti la General Electrics Medical System Italia spa a fornire ed installare quattro nuove Tac negli ospedali di Lecce, Casarano, Gallipoli, Scorrano per un totale 2,5 milioni di euro. La sentenza emessa ieri dal Consiglio di Stato ha definitivamente messo la parola fine all’annosa vicenda, appoggiando in toto la decisione del Tar che, accogliendo il ricorso della GE, arrivata seconda al bando vinto dalla Siemens, aveva stabilito che la partecipazione di quest’ultima alla gara fosse illegittima ed aveva anato l’assegnazione del bando. Dieci mesi fa la Asl Lecce aveva aggiudicato all'offerta più vantaggiosa la gara per l'acquisto dei quattro tomografi all'Ati costituita dalla Siemens spa e dall'impresa individuale De Tullio Nicola. Ma La Ge ha presentato ricorso contro la decisione del commissario dell’Asl sostenendo di aver presentato offerta più vantaggiosa di quella della Siemens e per macchinari tecnologicamente più innovativi. Al ricorso della Ge, la Siemens ha opposto un controricorso che però è stato rigettato dal Tribunale amministrativo, che invece ha accolto quello della General Electrics. E ieri il Consiglio di Stato ha confermato la decisione, affidando definitivamente l’appalto alla GE. 29 gennaio 2012 Vicenda 4 Tac: il dado è tratto di Maria Luisa Mastrogiovanni Sarà General Electrics Medical System Italia spa a fornire e installare quattro nuove Tac negli ospedali di Lecce, Casarano, Gallipoli, Scorrano. E’ finita il 27 gennaio scorso, con la pubblicazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato che dà ragione alla Ge, rigettando il ricorso della Siemens e confermando la sentenza del Tar, la vicenda giudiziaria che dal giugno 2011 ne bloccava l’acquisto. Sette mesi fa infatti il Commissario straordinario della Asl Lecce aveva aggiudicato all’offerta più vantaggiosa la gara, da due milioni e 500mila, per l’acquisto dei quattro tomografi all’Ati costituita dalla Siemes spa e dall’impresa individuale De tullio Nicola. La General Electrics (difesa da Antonio Lirosi, Marco Martinelli e Valeria Pellegrino), arrivata seconda, aveva fatto ricorso dinanzi al Tar adducendo sei ragioni, tutte accolte con una sentenza immediatamente esecutiva per l’acquisto, della quattro macchine. Nel dettaglio, secondo il Tar, l’associazione temporanea d’impresa così come era stata costituita dalla Siemens, in maniera ‘verticale’, non poteva partecipare alla gara. Ma il Tar accoglie tutta una serie di valutazioni, riassunte in sei ‘capitoli’ di contestazione e contenute nel ricorso della General electrics e che rappresentano i passaggi più delicati per la valutazione dell’offerta che, secondo il tar “avrebbe dovuto avere un punteggio inferiore”. Dall’analisi comparativa delle diverse offerte infatti risulta che l’Ati ha offerto un milione e 850mila euro per 4 macchine a 40 slice e la Ge un milione e 990mila per 4 macchine a 64 slice, con una differenza fra le due offerte di 140mila (35mila euro per singola macchina). Nella relazione allegata dalla Ge si evidenzia come la differenza di costo si assottiglierebbe (fino ad anarsi e forse fino ad avere un saldo negativo) nel corso degli anni, in virtù dei differenti costi di manutenzione delle due macchine, che per le tac di fascia media (40 slice) ammontano 700mila euro per quattro anni, mentre per le tac di fascia alta (64 slice) ammontano a 600mila euro per il medesimo periodo di tempo. In sintesi la Ge non solo contesta, in sei motivi la distinta violazione di norme del codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/06), del bando e del Capitolato, ma anche, tra le altre, la violazione dei principi di imparzialità, trasparenza, ragionevolezza e par condicio, il travisamento e l’erronea valutazione dei fatti, il difetto di istruttoria e di motivazione, le illogicità della valutazione. Al gruppo di medici che sollecitavano l’acquisto della strumentazione, nell’ultima settimana si è aggiunta la diffida della Codacons, rappresentata dagli avvocati Massimo Todisco e Luisa Carprentieri. L’associazione dei consumatori dà 15 giorni di tempo alla Asl per procedere all’acquisto, scaduti i quali ricorrerà al Tar in difesa degli interessi dei pazienti. Intanto il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso della Siemens (difesa da Helga Garuzzo e Federico Massa) e dinanzi al massimo organo della giustizia amministrativa la Asl di Lecce non si è costituita. RETTIFICA SIEMENS La Siemens tiene a sottolineare che la motivazione della sentenza del TAR a ha a che vedere con le caratteristiche tecniche delle apparecchiature, ma attiene ad argomenti squisitamente giuridici. Per quanto riguarda la tipologia delle macchine richieste dalla Asldi Lecce in sede di gara, precisa che il capitolato prevedeva la fornitura di tac con un “numero di strati acquisiti in una singola rotazione di 360° non inferiore a 16”. Siemens si è aggiudicata la gara con la fornitura di macchine con un numero di strati pari a 40 (quindi con caratteristiche tecnologiche più avanzate di quelle richieste nel bando). 29 ottobre 2011 Bando Tac. Il Tar ana la gara LECCE – Le Tac che arriveranno negli ospedali di Lecce, Casarano, Gallipoli e Scorrano dovranno essere apparecchiature all’avanguardia tecnologica, capaci di realizzare una scansione accurata ed in tempi brevi. Un contributo allo snellimento delle liste d’attesa sanitarie ed anche all’efficacia della diagnosi. Lo ha ribadito il Tar di Lecce – Seconda Sezione, accogliendo lo scorso 26 ottobre il ricorso presentato contro la Asl dalla GE Medical Systems Italia Spa (rappresentata dagli avvocati Antonio Lirosi, Marco Martinelli e Valeria Pellegrino), una delle ditte “scartate” al bando indetto nel luglio 2010 dall’azienda sanitaria leccese per la fornitura di quattro “tomografi computerizzati multidetettori” (Tac). Accogliendo il ricorso, il Tribunale ha anato l’esito della gara ed anche “ogni ulteriore atto ad esso connesso”. Nel bando al centro della controversia, la Asl (difesa in tribunale dall’avvocato Stefano Rossi) specificava infatti la necessità che la strumentazione fosse aggiornata “all'ultima generazione disponibile all'atto della presentazione dell'offerta”, precisando che avrebbe preso in considerazione soltanto le offerte relative a strumentazioni dotate di tecnologia all'avanguardia. Ma poi, contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettati, all’atto della scelta, ha preferito la proposta presentata da una ditta relativa a Tac di fascia media, con tecnologia a 16 slice, per importo complessivo (per quattro macchine) di un milione 850mila euro, scartando le proposte – ne erano state avanzate due da altrettante aziende – di Tac avanzatissime, a 64 slice che, a conti fatti – ovvero considerando le spese per la manutenzione che, per apparecchi più sofisticati, è meno frequente – avrebbero avuto un costo anche più basso. Una di queste ditte era la GE, che aveva presentato offerta per tecnologia all’ultimo grado di innovazione (64 slice). Alla decisione della Asl si sono opposti molti medici, tra cui i primari degli ospedali interessati dalla fornitura. Tuttavia, la Asl ha pubblicamente smentito questa ricostruzione, dichiarando che i medici si erano detti d’accordo nel ritenere la macchina da 16 slice idonea alle necessità. La parola fine è stata apposta dal Tar che con la sentenza dell’altro giorno ha stabilito che le Tac della ditta risultata vincitrice fossero meno meritevoli delle altre per le quali era stata presentata offerta. Una buona notizia. Soprattutto per i malati salentini che hanno il diritto a diagnosi e cure tempestive ed efficaci. 8 giugno 2011 ‘Le Tac sono nuove ed i primari erano informati’ Non ci sarebbe alcuna irregolarità nel bando di gara pubblicato dalla Asl di Lecce per l’acquisizione di quattro tomografi Tac per altrettanti ospedali della provincia, Lecce, Gallipoli, Casarano e Scorrano. Lo ha dichiarato la stessa azienda sanitaria in risposta alla lettera inviata da alcuni medici nella quale si manifestava il disappunto per la scelta ricaduta su apparecchiature già “sorpassate” dai tempi e dunque non all’avanguardia ed in grado di rispondere alle esigenze del territorio. I fatti invece non sarebbero andati come i sanitari li hanno ricostruiti. “La gara – si legge in una nota dell’Asl – è stata impostata sulla base di caratteristiche tecniche sottoscritte dai quattro direttori dei reparti, tutti primari di notevole esperienza e professionalità che hanno concordato che una macchina da 16 slide fosse idonea per le necessità dei loro reparti. Il capitolato di gara è stato vagliato dal nucleo di valutazione della regione Puglia che lo ha ritenuto rispondente alle necessità”. 07/06/2011 Quattro Tac per quattro ospedali. ‘Nuove, ma già vecchie’ di Maria Luisa Mastrogiovanni In arrivo quattro apparecchiature Tac nuove fiammanti, per altrettanti ospedali, che le attendono da cinque anni. Lecce, Casarano, Gallipoli e Scorrano potranno così finalmente dare una spinta in più verso lo smaltimento delle liste d’attesa e la prevenzione e cura dei tumori che, in Salento, sono sempre più in ascesa. Peccato però che le Tac che la Asl di Lecce sta per comprare, siano già vecchie. Soprassate. Quasi pezzi di modernariato. La storia che stiamo per raccontare è una storia di contraddizioni e di ritardi atavici della sanità. Nel luglio 2010, dopo cinque anni di richieste da parte degli ospedali del territorio, la Asl di Lecce apre finalmente una gara per la fornitura di quattro “tomografi computerizzati multidetettori” (Tac), da installare nei locali, già adibiti a diagnostica Tac, dei reparti di Radiologia e Neuroradiologia dei presidi ospedalieri di Casarano, Scorrano, Lecce e Gallipoli. La strumentazione utilizzata in queste strutture ha infatti una media di 7-10 anni di vita ed è pertanto inadatta alle esigenze di screening. All’articolo 1 del capitolato speciale contenuto nel bando viene espressamente precisato che “tutti i prodotti offerti dovranno essere aggiornati all’ultima generazione disponibile all’atto della presentazione dell’offerta, secondo le nuove soluzioni tecnologiche e soddisfare i requisiti previsti in materia di protezione sanitaria delle persone”. In poche parole la Asl specifica subito che le proposte che verranno prese in considerazione saranno solo quelle relative a strumentazioni dotate di tecnologia all’avanguardia. Essere all’avanguardia, nell’ambito della tecnologia Tac, significa due cose: realizzare una scansione accurata e realizzarla in tempi brevi. A seconda della precisione e della velocità con cui riescono ad acquisire l’anatomia del paziente, le Tac vengono infatti classificate in varie categorie, identificate dal numero di sezioni anatomiche (slice, fette) che riescono a “fotografare” ad ogni scansione. Su questa base, vengono pertanto considerate di fascia bassa (fino a 20 slice), media (fino a 40 slice), alta (fino a 64 slice). Per avere un’idea dell’arretratezza della strumentazione attualmente in dotazione ai quattro ospedali interessati dal bando, basti pensare che le Tac attive sono tutte ad una sola slice: la Tac del Fazzi è vecchia di 13 anni, quella di Gallipoli addirittura di 16. Alla gara indetta dalla Asl Lecce partecipano quattro ditte. Una presenta offerta relativa a Tac di fascia bassa, a 16 strati (slice); la seconda, un’offerta per Tac di fascia media (40 strati); le due restanti, offerta relativa a Tac di fascia alta, capaci di acquisire 64 slice ad ogni scansione. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, la Asl preferisce la Tac di fascia media, importo complessivo (per i quattro tomografi) un milione 850mila euro. Eppure il bando richiedeva il massimo dell’avanguardia. Contro questa decisione si levano subito le proteste dei medici degli ospedali interessati all’acquisizione della strumentazione, che inviano una nota alla direzione sanitaria della Asl per manifestare il proprio disappunto in merito alla scelta effettuata. Una tecnologia più avanzata, dicono i medici nella lettera, aumenterebbe la produttività dei presidi sanitari e taglierebbe le liste d’attesa, raggiungendo valori di eccellenza clinica in grado di abbattere i costi della spesa sanitaria grazie ad una migliore e precoce diagnosi degli stati patologici. La Tac di fascia media, inoltre, non potrebbe fornire tutta una serie di applicazioni cliniche avanzate pur fondamentali quali la cardio-Tac, la angio-Tac e le tecniche di perfusione. Infine, aggiungono i medici, solo i tomografi di alto livello e di ultima generazione hanno caratteristiche tali da permettere una riduzione dell’esposizione del paziente alle radiazioni. Ma quelle relative alle caratteristiche tecniche non sono le uniche obiezioni sollevate dai sanitari nella lettera all’Asl. Perché infatti neppure l’offerta economica motiverebbe la scelta della Tac di fascia media. Il costo per queste apparecchiature, un milione 850mila euro, seppur lievemente vantaggioso rispetto a quello delle Tac di fascia alta – la spesa prevista per la meno costosa delle due è infatti di un milione 990mila euro – risulterebbe addirittura sconveniente, una volta considerati i costi di manutenzione: 700mila euro per quattro anni a fronte di 600mila euro per la Tac a 64 slice. A conti fatti, dunque, con solo 35mila euro in più per apparecchio il sistema sanitario salentino potrebbe disporre di macchinari di diagnosi all’avanguardia, meno bisognosi di manutenzione e, una volta tanto, in grado di dare ai pazienti le risposte che chiedono in tempi brevi e con la massima precisione. Chissà se, perché la sanità pubblica salentina abbia un Tac a 64 strati, si debba aspettare altri 16 anni. Che diventi modernariato, insomma.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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