Tagli dei treni. Gabellone: ‘Azione comune contro Trenitalia’

Lecce. Il presidente della Provincia sollecita Regione, Province e Comuni capoluogo a lottare contro i disagi causati dalla compagnia ferroviaria

LECCE – Il disagio in cui Trenitalia, riducendo corse e modificando tratte, ha gettato le regioni meridionali, contribuendo ad accrescere il divario nei servizi tra Nord e Sud è tangibile. Ecco perché il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone chiede al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale ai Trasporti, ai presidenti delle altre Province pugliesi ed ai sindaci dei Comuni capoluogo della Puglia, un’azione comune contro la compagnia, garantendo sin da ora la partecipazione di Palazzo dei Celestini. “Le scelte recenti di Trenitalia – scrive Gabellone – contribuiscono ad approfondire il solco storico che divide le regioni meridionali dalle altre”. Il presidente della Provincia salentina chiede alla Regione di voler tenere Province e Comuni al corrente degli sviluppi della situazione e “di valutare, in caso di persistente inerzia da parte di Trenitalia, l’opportunità di un coinvolgimento diretto delle Province e dei Comuni capoluogo nella scelta delle azioni che la Regione riterrà di intraprendere per la tutela della dignità e la difesa degli interessi della popolazione rappresentata”. Ecco la lettera di Gabellone. Gentili Signori, il silenzio persistente, da parte di Trenitalia, rispetto alle reiterate, accorate segnalazioni delle condizioni di grave disagio che la nuova disciplina dei collegamenti ferroviari fra la Puglia e le Regioni del Nord avrebbe – e ha di fatto – comportato sin dall’entrata in vigore dell’attuale orario ferroviario, mi induce ad intervenire nuovamente sulla questione. In questa circostanza, convinto come sono che il problema investa in pari misura l’intero territorio regionale, ho ritenuto doveroso rendere partecipi della mia iniziativa non solo i maggiori rappresentanti della popolazione pugliese, il signor presidente della Regione ed il signor assessore alla Mobilità, ma anche i colleghi presidenti delle Province ed i sindaci dei Comuni capoluogo. Ho infatti motivo per pensare che soprattutto questi ultimi, più vicini alle popolazioni amministrate, siano stati, in questi ultimi mesi, destinatari del malcontento e delle proteste di numerosi cittadini per la “brutalità” con la quale Trenitalia ha sconvolto un sistema di trasporto ferroviario che, per la popolazione pugliese, ha rappresentato per decenni, fino allo scorso dicembre, l’unico o – quanto meno – il più importante, oltre che il più economico ed il più utilizzato, mezzo pubblico di collegamento fra l’intera regione e il Nord Italia. L’indifferenza di Trenitalia risulta ancor più sconcertante se si considera che il silenzio permane anche dopo che la Regione Puglia – Assessorato alle Infrastrutture Strategiche e alla Mobilità – ha pubblicato (3 aprile 2012) il dossier “Ricucire l’Italia – Le zone d’ombra del servizio ferroviario nazionale”. Si tratta di un’accuratissima e scrupolosa descrizione dell’attuale situazione dei trasporti ferroviari fra le regioni meridionali e quelle settentrionali, sugli alti livelli dell’offerta di collegamenti interregionali nel nord e lungo la fascia tirrenica, sui gravissimi limiti dell’offerta di collegamenti fra la Puglia da una parte ed il Piemonte, la Lombardia, il Trentino, il Veneto dall’altra. L’obiettività e la meticolosità del documento, le discrasie che mette in evidenza, l’incontestabile, documentata disparità di trattamento fra le diverse realtà geografiche italiane in materia di servizi di trasporto ferroviario sono tutti elementi che fanno del dossier un documento importantissimo per chi voglia toccare con mano, con animo sgombro da pregiudizi, quanto le scelte recenti di Trenitalia contribuiscano ad approfondire il solco storico che divide le regioni meridionali dalle altre. Ai più, ma non a tutti, risultano oscure – solo per fare un esempio – le ragioni per le quali il servizio dei treni-notte, con cuccette, si interrompa a Bologna per tutti i treni provenienti dalla fascia adriatica. È vero che da Bologna vi sono le coincidenze TAV per proseguire verso Torino, Milano, Brennero, Venezia/Trieste, ma non si può non tenere conto del disagio che un cambio di treno (quasi sempre con cambio di binario e quindi, scale a scendere e scale a salire, trasporto di bagagli etc.) comporta, in specie per quelle persone, e sono tantissime, che si spostano verso le città del Nord- Italia per problemi di salute. È quindi necessario conoscere se e quali decisioni ha adottato Trenitalia sui problemi che il dossier ha messo in evidenza, posto che gli stessi sono tali e tanti da meritare un esame approfondito della situazione e l’adozione, sin dall’entrata in vigore del prossimo orario estivo, di misure atte a superare per sempre le incongruenze di scelte che hanno inciso profondamente sulla qualità della vita di migliaia di persone. Chiedo quindi alle Autorità regionali di voler tenere gli Enti Locali periferici al corrente degli sviluppi della situazione e di valutare, in caso di persistente inerzia da parte di Trenitalia, l’opportunità di un coinvolgimento diretto delle Province e dei Comuni capoluogo nella scelta delle azioni che la Regione riterrà di intraprendere per la tutela della dignità e la difesa degli interessi della popolazione rappresentata. Per la parte che la riguarda, la Provincia di Lecce dichiara sin da ora la propria piena disponibilità. Distinti ossequi Antonio Gabellone

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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