Lavoro. Disoccupazione in calo, ma crescono gli inattivi

Lecce. 44mila disoccupati, nel Salento: il 15,6%. Nel 2011 in Puglia 25.700 persone hanno smesso di cercare lavoro, convinte di non trovarlo

LECCE – Occupazione stabile, disoccupazione in calo, ma aumentano gli inattivi. E’ quanto emerge da uno studio sul mercato del lavoro in provincia di Lecce, realizzato dall’Osservatorio economico di Confartigianato Imprese Lecce sulla base dei dati Istat. In generale, il contesto recessivo di inizio anno sta condizionando le dinamiche dell’occupazione, già penalizzate dagli effetti di lungo periodo della crisi (2008-2009) e che non hanno beneficiato della troppo debole ripresa del biennio successivo (2010-2011). In particolare, nel Salento, il numero degli occupati è rimasto sostanzialmente fermo: 240mila. Più precisamente, sono saliti gli uomini (da 152mila a 153mila), mentre sono diminuite le donne (da 88mila a 87mila). Il tasso di occupazione resta, così, al 44,4 per cento. La media nazionale, invece, è pari al 56,9 per cento ed è calata di 1,7 punti percentuali rispetto al 2007. In provincia di Lecce, nel 2011, la disoccupazione è scesa di due punti percentuali (da 17,7 per cento a 15,6). Ma resta comunque più alta rispetto alla media nazionale (8,4 per cento). In termini numerici ci sono 44mila disoccupati nella provincia salentina. Calano pure i giovani disoccupati al di sotto dei trent’anni (da 36,3 per cento a 29,6). Impressiona, però, il dato riferito ai ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni. La percentuale, infatti, raggiunge quasi la metà: il 47,3 per cento è senza lavoro. Si ferma, invece, al 23,7 per cento la percentuale dei giovani disoccupati tra i 25 e i 34 anni. Il dato più allarmante è tuttavia quello relativo agli inattivi, ovvero a quelle persone che non cercano neppure un impiego perché convinte di non trovarlo. In Italia, se ne contano quasi 15 milioni. Nell’ultimo anno, gli aumenti maggiori si registrano in Campania (119.955 unità in più), Lombardia (76.696 unità in più), Sicilia (76.154 unità in più), Emilia-Romagna (47.688 unità in più) e Calabria (32.308 unità in più) e Puglia (25.700 unità in più). “Stiamo attraversando una crisi senza precedenti – commenta il vicepresidente di Confartigianato Imprese Lecce, Maurizio Botrugno -. E continuiamo a pagarne le conseguenze. Ma occorre analizzare bene questi dati, perché se da un lato cresce la disoccupazione giovanile, dall’altro è incomprensibile la difficoltà a reperire manodopera nei settori dell’artigianato”. La “ricetta” del vicepresidente per contrastare il fenomeno della disoccupazione è quella di “creare un rapporto più stretto tra la scuola e le aziende per avvicinare i giovani alle attività artigiane”. A suo parere “occorre valorizzare la formazione professionale, rilanciando l’apprendistato quale strumento formativo fondamentale per trasmettere il “saper fare” e per inserire i giovani nel mondo del lavoro. “La recente riforma dell’apprendistato – spiega Botrugno – potrà contribuire a ridurre la distanza tra i giovani e il mondo del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione; dall’altro, le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui necessitano”.

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