‘100 euro per un voto’. Melica: ‘Cazzella faccia i nomi’

Lecce. L’aspirante sindaco del Terzo Polo chiede al candidato di Io Sud di precisare le sue denunce. “Non siamo tutti uguali”

LECCE – 100 euro in cambio di un voto, con la possibilità di sconti speciali per voti di gruppo. E’ la pesante denuncia del candidato di Io Sud Francesco Cazzella il quale nelle scorse ore ha messo in luce quella che sarebbe una pratica più che consolidata a Lecce e che prenderebbe piede soprattutto nei quartieri popolari. Ancora colpi di scena nella campagna elettorale per le Amministrative leccesi che si sono caratterizzate per la particolare violenza dei toni e degli scontri. Il candidato sindaco del Terzo Polo Luigi Melica, chiede a Cazzella di “fare i nomi” e riferire maggiori dettagli sulle “verità” rivelate, per la necessità di fare delle distinzioni e di non gettare tutti i candidati nel calderone dell’illegittimità. “Questa denuncia è troppo circostanziata – dice -. Sono certo che lo stesso consigliere, che è persona integerrima, al di là della ribalta mediatica, avrà certamente provveduto ad inoltrarla alla Procura della Repubblica. Se così non fosse, è sempre l’essere dettagliato, preciso ed articolato nelle modalità di realizzazione degli atti denunciati, che dovrebbe indurre la Procura a procedere d’ufficio. Ritengo infatti che l’ordinamento non possa avere cedimenti di tenuta o dimostrare maggiore flessibilità a seconda delle circostanze e realtà contingenti. Per quel che mi riguarda, non posso tacere e lo devo sia alla mia storia personale di docente universitario di diritto costituzionale, sia all’impronta che insieme all’Udc ed alla lista Uniti per Lecce ho cercato di dare alla campagna elettorale. E ciò lo dobbiamo, e mi scuso per l’irriverenza del richiamo, anche alle parole del nostro Vescovo, secondo il quale mere dichiarazioni di questo tipo, se rimangono allo stato di appello sui media, rischiano di degenerare in vere e proprie calunnie. Il punto è proprio questo: la mancanza degli autori, se è giuridicamente qualificabile come una denuncia contro ‘ignoti’, dal punto di vista politico rischia di renderci tutti colpevoli o, peggio, portare linfa all’antipolitica. Ebbene io mi ribello alla logica ‘siamo tutti nella stessa fogna’, mai e poi mai glisserò su simili episodi quasi che anche io, i miei candidati e tutti i leccesi possano considerarsi assuefatti a questi metodi di acquisizione del consenso. Anche a nome delle liste che mi sorreggono chiedo che sia fatta chiarezza o quanto meno che sia avviata un’azione a ciò finalizzata”.

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