Solo un dettaglio

L’appuntamento che si rinnova ed il cuore che batte in crescendo. Tenerezza tra le rughe a venire. E nemmeno una volta dirsi “Ti amo”

Quasi all'ultimo minuto era riuscito a strapparle un sì: avrebbero passato la notte insieme. Durante la serata lui aveva un unico pensiero e la sua collega lo guardava, ogni tanto, e gli sorrideva. Lo capiva. Non c'era bisogno di parlare fra loro, erano sempre discorsi taciti ed erano sempre stati leali. A lui faceva tenerezza e la stimava, era una brava ragazza e ne aveva di qualità. Al termine del suo turno, allo scoccare del minuto, lui era già bell'e pronto e l'impazienza lo aveva divorato durante l'attesa. Indossò un giubbino chiaro e la sciarpa in tinta. Berretto a spezzare sul colore. In bagno si sistemò i capelli corti e ricci e si specchiò più volte perché voleva sentirsi vivo ancora una volta e non voleva deluderla, non voleva perderla per la seconda volta. Sbottonò un po' la camicia e la collana di caucciù con il pendente che lei gli aveva regalato, si intravide appena. Era pronto. Passò dall'ufficio a salutare il capo, che gli fece un cenno di assenso. I suoi occhi erano per lei. Per strada, persino un semaforo rosso non era un problema, dava la precedenza e salutava tutti. Lei uscì da casa e gli andò incontro, che nei suoi occhi chiari si leggeva la vita e dominavano le assenze di lui e tutte le carezze che attendeva da tutta una settimana. Le sorrise come la prima volta che la conobbe. Dopo tanti anni il suo battito era sempre in crescendo già solo a vederla. Lei si avviò con passo incerto e sguardo basso. Solo la voglia di vederlo la sospingeva come per inerzia. Mantenendo lo sguardo basso, alzò appena gli occhi e gli sorrise buffa e lui riconobbe la sua donna di sempre, degli anni passati e di quanti ne sarebbero venuti, come non amarla? Lei era tutto ciò che si poteva chiedere, ed era sempre molto di più e lui faticava ogni volta a crederci che lei potesse esistere sul serio. Eppure lo amava. In auto lei si appoggiò sulla spalla di lui, carezzandolo. Arrivati, lo baciò sulla porta e lo strinse forte, lo attendeva. Lo attendeva da una vita e di lui si nutriva di giorni, di lui respirava l'attesa. Al suo abbraccio tenero, lui rispose con l'ansia di chi si ritiene l'eletto. In fondo l'amore non era per tutti, l'amore era per le grandi occasioni della vita e a lui era toccato esserne partecipe. Gli era toccato vivere. Faceva freddo, in quella casa in periferia, a due passi dal mare, ma nei loro corpi, l'ardore dei vent'anni suppliva di gran lunga anche la paura della vecchiaia. Averla vicina, fra le sue rughe a venire, gli procurava una tenerezza infinita. I convenevoli lasciarono lo spazio ai baci e i baci non erano mai abbastanza, fra quei corpi lussuriosi abituati alla solitudine. Erano nudi, come quella volta fra gli ulivi, la prima volta, erano nudi e invidiabili. Belli da morire. Lui non riusciva a staccare gli occhi dalle sue curve e da quell'alone di purezza che la circondava. Lei era tutto, in ogni luogo. Lei era tutto, in ogni quando. Eppoi furono carezze audaci, eppoi furono baci casti, tocchi lievi, lingue discrete. La necessità di amarsi, di sopravvivere, li travolse e i loro corpi fremettero e giacquero più volte e lui, avvicinandosi all'orecchio, le sussurrò due volte: Non riesco a stare lontano da te, non ci riesco. E intanto la prendeva forte ed entrava in lei con violenza, con la passione di tutta una vita. Ansimarono fra gli affanni. Furono straordinariamente forti, infondo: neppure una volta si dissero – ti amo -. Pianificare un'intera vita può portare dolore.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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