Pet Calabrese nuovamente senza budget

 

Cavallino. Una storia infinita quella dell’unico macchinario PET-TC della provincia di Lecce. Un dramma per i malati e per il Centro di Medicina Nucleare Calabrese

Sembra incredibile ma siamo punto e a capo. Dopo solo due trimestri (ottobre-dicembre 2011 e gennaio-marzo 2012) l’ASL di Lecce non ha più rinnovato il budget per l’unica PET-TC del territorio, costringendo centinaia di malati oncologici a recarsi in giro per la Puglia (dove le liste d’attesa sono di alcune settimane) oppure in altre strutture nel centro-nord Italia, con gravissimi costi e disagi per le famiglie e con un grave onere economico per le casse regionali che devono pagare queste prestazioni a costo più elevato rispetto alle tariffe pugliesi. Le misteriose ragioni di questa follia continuano ad essere incomprensibili. Per questo gli avvocati del Centro “Calabrese” Luigi Mariano, Fabio Paternello e Gianluigi Pellegrino hanno preparato l’ennesimo ricorso innanzi al TAR contro la delibera dell’Asl di Lecce (n.557/2012) finalizzato ad evitare che il Centro Calabrese alla fine di aprile sospenda l’attività a carico del SSR. In realtà infatti il tetto di spesa è stato già esaurito a fine marzo ma si sta continuando a lavorare utilizzando il budget dell’altra macchina presente nel Centro di medicina nucleare, la scintigrafia. Gli avvocati chiedono alle Istituzioni un tavolo a cui sedersi insieme al Presidente della Provincia di Lecce, al Sindaco del Comune di Lecce e al Sindaco del Comune di Cavallino, a S.E. il Prefetto di Lecce, ai rappresentanti legali di ASL e Regione Puglia, affinché vengano rese pubbliche le ragioni tecniche che impediscono l’assegnazione di un giusto budget alla struttura di Cavallino. Dopo anni e anni di cause per poter installare la PET, per poter ottenere dalla Regione tutte le autorizzazioni formali e per poter effettuare continuativamente le prestazioni richieste dagli stessi medici degli Ospedali pubblici, dopo la raccolta di migliaia di firme, i consigli comunali monotematici in giro per il Salento, l’intervento di Striscia la notizia, ad oggi non sembrano esistere ragioni giuridiche per mettere in discussione il diritto del Centro di ottenere un giusto budget, quale struttura accreditata con il Sistema Sanitario Regionale. E invece, unico caso più unico che raro nel panorama regionale e nazionale, l’ASL LE continua a “contrattualizzare” il Centro Calabrese con atti provvisori, assegnando budget risicati e del tutto insufficienti rispetto alla domanda da soddisfare. Eppure, in casi ben più delicati sul piano della regolarità amministrativa, l’ASL ha dimostrato una sensibilità notevolissima del rimborsare prestazioni a strutture persino prive di accreditamento, per prestazioni già rese e ritenute indispensabili (come nel caso della delibera DG 508/2012 per l’emodialisi). Ed allora perché analoga sensibilità non è riservata alla Struttura di Cavallino per prestazioni uniche nel panorama provinciale? Perché continuare a costringere i malati oncologici a viaggi avvilenti sul piano personale e costosi sul piano personale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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