Tanti applausi per il Festival del Cinema

Lecce. Ecco i premi della XIII edizione. Grande successo per “Vacuum”. Premio Mario Verdone ad Andrea Segre

LECCE – Si è chiusa a Lecce con tanti applausi e consensi la tredicesima edizione del Festival del Cinema Europeo. Un evento dall’ampio respiro artistico e culturale internazionale. Una ricca presenza di critici, artisti, autori, che ancora una volta testimonia come il Festival sia per la città un appuntamento di tutto prestigio. Tanti i giovani che hanno preso parte alla ricca manifestazione. L’evento quindi ha registrato un successo di pubblico e della critica. Soddisfatti Cristina Soldano e Alberto La Monica direttori del Festival. Il Premio Mario Verdone, giunto alla terza edizione, un ciak in plexiglass nero e argento, realizzato dal designer orafo Gianni De Benedittis, è stato assegnato a Andrea Segre per “Io sono lì” (Italia, Francia) con la seguente motivazione: “Perché valorizza i temi dell'amore e della comprensione tra individui provenienti da culture diverse e lontane e che propone con delicata sensibilità umana il ritratto di due figure unite nel condividere la solitudine delle loro esistenze”. Premio Ulivo D’Oro, realizzato dall’orafo Michele Amato, al film norvegese “Oslo, August 31st” di Joachim Trier, con la seguente motivazione: “Per il modo magistrale in cui il regista ha colto, raccontando con semplicità estrema la sua ultima giornata di vita, la lucidità, l'ineluttabilità della scelta cui la disperazione ha indotto il protagonista”. Premio per la Migliore Fotografia al film polacco “Fear of falling” di Bartek Konopka, “per aver portato all'estremo le potenzialità del mezzo sia negli interni sia per il modo in cui ha trattato le differenze temporali, i flashback”. Premio per la Miglior Sceneggiatura al film spagnolo “Don't be afraid” di Montxo Armendáriz con la seguente motivazione: “Per aver trattato un argomento così scabroso senza morbosità sin da far risultare la violenza sessuale familiare come in effetti è, molto più generalizzata di quanto normalmente si creda”. Premio Speciale della Giuria al film italiano “Vacuum” di Giorgio Cugno, “per aver fatto capire, con un linguaggio cinematografico rischioso e innovativo, come la normalità quotidiana possa nascondere l'angoscia di una depressione femminile, fino alla sospensione della coscienza”. Allo stesso lavoro è andato il Premio FIPRESCI, decretato dalla giuria composta da Jon Asp, Bruno Torri e Eva Zaoralová, perché “il film, nonostante le limitate disponibilità finanziarie, è riuscito in questa sua opera prima, a trattare un tema difficile e delicato quale quello della depressione femminile dopo il parto, evidenziando misura e rigore espressivo, sicurezza narrativa, e valorizzando le alte capacità attoriali di Simonetta Ainardi nella parte della protagonista”. Per “Vacuum” anche il Premio Cineuropa; il regista Giorgio Cugno è stato premiato perché “al valore dell'opera si aggiunge il fatto di essere la sua prima prova di lungometraggio”. Il Premio SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici) al migliore attrice/attore europeo è stato assegnato a Olga Simonova per il film “Bedouin” (Russia) di Igor Voloshin con la seguente motivazione: “Per l'intensità di un'interpretazione che rende ancora più emozionante la storia di un'avventura umana”. Premio Officine LAB al Miglior attrice/attore non protagonista è stato assegnato a Rubén Ochandiano per il film “Don’t be afraid” (Spagna) di Montxo Armendáriz. I Premi Puglia Show, consistenti nel Premio Nazionale del Cortometraggio e nel Premio Augustus Color, assegnati dalla giuria composta da Andrea Piersanti, Ingrid Hammond e Lorenzo Procacci Leone, vanno entrambi a “Il bando” di Gianluca Sportelli (prodotto e interamente finanziato da Apulia Film Commission per “Progetto Memoria”) con la seguente motivazione: “Per lo sguardo rivolto completamente verso la passione per il cinema come mestiere. Per la sua ironia, l’originalità con la quale mantiene viva la memoria dei grandi personaggi del passato. Espresso attraverso una extraordinaria e divertente sintonia fra gli attori protagonisti”. La menzione speciale è stata attribuita invece ad “Altri giorni” di Giovanna Delvino “per come ha espresso un’idea originale e complessa attraverso la semplicità del racconto. Per la freschezza dei ritmi narrativi, e per il giusto equilibrio fra passato e presente attraverso lo sguardo di due generazioni. Nella speranza che questo corto maturerà in un lungometraggio”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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