L’onestà non è moralismo e la legalità non è un vizio da idealisti

Casarano. La lettera inviata al Tacco dalla commissaria prefettizia Erminia Ocello in occasione del dibattito pubblico tra i candidati sindaco

CASARANO – Un saluto che ha i toni del commiato. In cui la commissaria prefettizia del Comune di Casarano Erminia Ocello ha riassunto il senso del suo agire nella città di Casarano, analizzando con lucida visione alcuni dei problemi della città, o meglio degli atteggiamenti mentali alla base dei tanti problemi. Ho letto con non poca emozione la lunga lettera indirizzata ai cittadini casaranesi che la Commissaria mi ha affidato per renderla pubblica nel corso del dibattito tra i candidati sindaco, organizzato da questa Testata sabato scorso presso il chiostro comunale di Casarano. Con l’augurio che quel Palazzo diventi quel un palazzo di vetro che tutti i cittadini meritano. Ecco alcuni dei passaggi più significativi: “Certo non si può pretendere di avere un unico modo di intendere lo stare insieme in società, bisogna accettare anche quelli che si accontentano di stare per così dire, sempre dalla parte dei vincitori, conformandosi a modi di agire non proprio limpidi. Si avverte il bisogno di rompere certi tabù: quello della raccomandazione per ogni cosa. Di superare la convinzione (che inquina dal nascere il consenso sulla classe politica) che al posto fisso, in una pubblica amministrazione, prima o poi, ci si arriva con le conoscenze giuste. Si vuole davvero continuare così? No, non lo si vuole, ma purtroppo non si riesce a cambiare. Si considera irrealizzabile pensare ad un sistema dove chi se lo merita trova un posto di lavoro e chi non se lo merita va a casa, senza avere sempre assurde protezioni e vergognose giustificazioni. La scommessa della virtuosità di governo è dunque quello di superare i danni provocati dal connubio tra politica e cattiva politica che genera corruzione con danni e costi per la società, facendo leva su una responsabilità politica eticamente fondata, impegnata in primo luogo ai sensi dell’art. 54 Cost. a svolgere le funzioni pubbliche con onore e disciplina”. Ecco la lettera in versione integrale: Casarano 21 aprile 2012 Carissimi cittadini elettori attivi e candidati alle elezioni amministrative ormai prossime, con vivo piacere ho colto l’opportunità di aprire questa casa comunale ad una iniziativa di confronto democratico tra le diverse compagini politiche, auspicando che tale confronto si svolga sulle idee che sono alla base delle diverse strategie di amministrazione alla base del programma che risulterà prescelto per nostra città di Casarano. Permettetemi di considerarla ancora luogo di appartenenza comune, poiché la condivisione di cui ho fatto esperienza in questo periodo, produce effetti meravigliosi, ponendomi in sintonia, ed a volte in piena osmosi con persone lontane da me per provenienza territoriale oltre che per vissuto umano. Ecco io in questo momento mi sento profondamente a voi vicina, poiché in questa brevissima esperienza commissariale ho vissuto con partecipazione e perché no, con grande passione i problemi in cui si dibatteva e, per certi versi ancora si dibatte questa straordinaria città del Salento, soffrendo per ogni difficoltà di gestione e godendo anche di ogni più piccolo successo. L’ente locale in questi mesi di lavoro ha cercato di dialogare con l’anima genuina della società casaranese e lo ha fatto infondendo la giusta intensità alle proprie motivazioni di fondo, cercando di far capire con il proprio lavoro che l’ onestà non è moralismo e la legalità non è un vizio da idealisti. Certo non si può pretendere di avere un unico modo di intendere lo stare insieme in società, bisogna accettare anche quelli che si accontentano di stare per così dire, sempre dalla parte dei vincitori, conformandosi a modi di agire non proprio limpidi. Ma in generale vi è in questa città una grande voglia di riscatto. Sento che vi è un consenso popolare su quelle iniziative che mirano a stroncare qualsiasi forma di sfruttamento delle risorse pubbliche, perché si percepisce la tensione e la necessità di creare forme ed organizzazione di impresa dove allocare posti di lavoro decenti, meno legati al meccanismo del nero, della furbata, e più legati al talento e ai diritti. Si avverte il bisogno di rompere certi tabù: quello della raccomandazione per ogni cosa. Di superare la convinzione (che inquina dal nascere il consenso sulla classe politica) che al posto fisso, in una pubblica amministrazione, prima o poi, ci si arriva con le conoscenze giuste. Si vuole davvero continuare così? No, non lo si vuole, ma purtroppo non si riesce a cambiare. Si considera irrealizzabile pensare ad un sistema dove chi se lo merita trova un posto di lavoro e chi non se lo merita va a casa, senza avere sempre assurde protezioni e vergognose giustificazioni. Governare tuttavia significa realizzare delle scelte, si impone un continuo lasciare ed un prendere riferito sempre a qualcosa o qualcuno, in tale esercizio di selezione delle priorità da portare avanti occorre essere credibili, confrontandosi in primo luogo con se stessi prima che con il giudizio altrui. La scommessa della virtuosità di governo è dunque quello di superare i danni provocati dal connubio tra politica e cattiva politica che genera corruzione con danni e costi per la società, facendo leva su una responsabilità politica eticamente fondata, impegnata in primo luogo ai sensi dell’art. 54 Cost. a svolgere le funzioni pubbliche con onore e disciplina. E' su questo che bisogna lavorare, presto e bene. Il lavoro, il lavoro onesto, sì è questa la vera svolta per superare la tendenza alla rassegnazione e alla accettazione. Per arrivare a questo traguardo non vi sono strategie da varare o percorsi da inventare, bisogna solo assumere una corretta dimensione dei doveri che ciascuno nel proprio campo è chiamato ad assolvere. Allora mi chiedo e vi chiedo se sono stata capace di dare senso e valore al compito che le istituzioni mi hanno affidato. Io ce l’ho messa tutta, pur con i miei limiti, non mi sono risparmiata. Ho cercato di assolvere con correttezza e responsabilità al compito di amministratore in questo territorio. Lascio a voi il giudizio, che è l’unica vera gratificazione professionale cui tengo. Insieme a me hanno dato contributi eccezionali i collaboratori ed il personale dell’ufficio pur se in condizioni di estrema insufficienza. Questo è il contributo che potevamo dare in un periodo di tempo minimale, ma pur sempre significativo, per costruire una società migliore e rendere più vivibile la città. Il cittadino invoca e pretende istituzioni trasparenti ed accesso libero per tutti, in condizioni di parità. In Comune si è cercato di fare questo. Di dialogare a tutti i livelli istituzionali e soprattutto con la gente, specie con i giovani e le persone meno assistite. Il confronto con le istituzioni è stato aperto e leale. Insomma in questi mesi di commissariamento, abbiamo lavorato per voi, miei cari concittadini. Non sempre ci siamo riusciti come volevamo, ma da parte mia e di tutti coloro che mi sono stati vicini rimane il desiderio che il proseguimento del cammino avviato di onesta amministrazione possa sprigionare energie di crescita nella legalità per garantire un futuro ai giovani di questo meraviglioso paese. Un cordialissimo auspicio di leale ed avvincente sfida elettorale giunga a voi tutti Il Commissario Straordinario Erminia Ocello

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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