Rizzello: ‘La politica è impegno’

Casarano. Le riflessioni del candidato sindaco di “Io amo l’Italia” su che cosa significhi fare politica, oggi, a Casarano

CASARANO – La politica non è un palcoscenico dove gli attori si prestano a recitare una parte. La politica è impegno sociale, è sacrificio, è uno strumento attraverso il quale è possibile rispondere ai bisogni di una città e dei suoi cittadini. Non è possibile fare politica per riempire dei “vuoti” personali. La politica la si vive quando, a prescindere dall’età, non solo riesci ad immedesimarti nei bisogni dell’altro, ma li vivi direttamente sulla tua pelle, ed io vivo queste difficoltà “sulla mia pelle di GIOVANE”. La politica è una missione e non una professione. E come tale deve saper guardare a tutti e non elusivamente ai poteri forti. Anche nella nostra città, dietro ad alcune fasce della cosiddetta società civile, si nascondono una serie di poteri forti che vogliono gestire la città e il bene pubblico come fossero di loro esclusiva proprietà, ed è proprio questo che io e i candidati della lista di Io amo l’Italia cerchiamo fortemente di contrastare. Non credo di essere l’uomo della provvidenza perché oggi ci vuole più umiltà e più buon senso, non ho alle spalle nessuno e questo è un forte indice di indipendenza e trasparenza vera. Credo nel lavoro di squadra tra la pubblica amministrazione e i cittadini. Casarano ha avuto dimostrazione di uomini “soli al comando”. Soli con i loro limiti, da quel che abbiamo avuto modo di appurare. Per questo credo nella professionalità e nella valorizzazione delle idee di tutti. Ciò che serve oggi alla politica sono “responsabilità” e “competenza” . Non servono anni passati a scaldare le poltrone. I protagonisti della politica, gli abili retori o maestri dell’ambiguità, quelli che ogni giorno screditano la mia persona e la mia candidatura adducendo alla mia giovane età, proponendosi come “il nuovo” (riciclato si potrebbe aggiungere) non sono più quello che serve a Casarano. Oggi servono cittadini appassionati e responsabili, perché non esistono più progetti realizzabili individualmente e senza la partecipazione attiva di ognuno. Le grandi opere di cui abbiamo bisogno non sono più fatte di denaro pubblico speso a palate o di visioni decisamente troppo futuristiche. Abbiamo bisogno di reti sociali, di partecipazione attiva. La grande opera da costruire è la comunità, la collaborazione attiva tra politica e cittadino. Sarebbe sicuramente interessante sapere, da chi critica la mia candidatura, cosa è stato fatto precedentemente e da chi. Ho un grande interesse per quella politica fatta di idee e al servizio del “popolo” ed ecco perché la politica fatta finora da assessori provinciali, nuovi e vecchi, consiglieri regionali o esponenti di notevole “spicco politico” (ministri, deputati, senatori) mi lascia senza parole. Senza guardare ad un colore o all’altro, mi domando come si possano tralasciare crisi e necessità per parlare di qualcosa sicuramente più in basso nella scala delle priorità che si dovrebbero affrontare. Non sarebbe certo meglio spiegare come, coloro che in altre cariche ugualmente importanti non ha mosso un dito a favore della tanto amata Casarano, vorrebbe ora tutt’un tratto ergersi a paladino del popolo? A questo punto però, mi rendo conto che la politica non si fa da sola, è fatta di politici. Politici che sono stati incapaci di cogliere i bisogni dei cittadini e, conseguentemente, di agire con interventi concreti per realizzare servizi che andassero a rispondere a quei bisogni. Personalmente credo di essere sempre stato coerente e forse proprio per la mia giovane età, la coerenza l’ho dimostrata nel perseguire la mia passione politica con etica e moralità, attraverso un impegno che guardava e guarda esclusivamente ai bisogni dei cittadini e dei giovani nei quali mi rispecchio e mi rivedo ogni giorno, proprio perché cittadino giovane, e non agli ordini di scuderia di qualcuno o di altri più in alto di me, con i quali non sono mai sceso a compromessi. Per il coraggio della mia giovane età, la coerenza l’ho dimostrata uscendo da quei partiti che non rappresentano i cittadini con un’etica nella quale mi riconosco, andando a posizionarmi in una situazione politica svantaggiosa a livello personale. La coerenza l’ho dimostrata occupandomi sempre e comunque delle fasce deboli e non per un tornaconto personale ma semplicemente per un forte senso civico e per la voglia di mettermi a disposizione degli altri. Per me coerenza significa avere nel cuore e nella mente sempre e comunque l’amore per la mia città, perché solo così sarà possibile costruire una città con diritti e doveri uguali per tutti. Può, chi scredita la mia persona e la mia candidatura affermando che sono “giovane” e pubblicizzando il cosiddetto “voto utile”, dire altrettanto? Può l’essere “giovane” una discriminante in politica? FERNANDO RIZZELLO Candidato Sindaco

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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