Ripascimento di San Cataldo. “Maniglio non conosce la situazione”

Precisazione di Poli Bortone e Martini sulla questione sabbia

Adriana Poli Bortone, vicesindaca del Comune di Lecce, replica alle dichiarazioni di Antonio Maniglio, consigliere e capogruppo del Pd alla Regione Puglia, sulla questione del ripascimento del litorale di San Cataldo. Le fa eco Severo Martini, assessore ai Lavori Pubblici

“Definirei quella di Maniglio sulla sabbia una posizione superficiale e soprattutto causata da grave disinformazione”. Così Adriana Poli Bortone, vicesindaca e assessora alla Cultura, Politiche Comunitarie e Fascia Costiera del Comune di Lecce, replica alle dichiarazioni di Antonio Maniglio, consigliere e capogruppo del Pd alla Regione Puglia, sulla questione del ripascimento del litorale di San Cataldo e sulle responsabilità dell’ente regionale nell’eventuale perdita di finanziamenti da parte del Comune di Lecce. “Basterebbe che Maniglio leggesse gli atti a Bari – continua Adriana Poli Bortone – perché da quello che dice è fin troppo evidente che racconta di cose che non conosce o che non ha compreso. Se proprio deve assolvere al ruolo, lo faccia con argomenti che conosce. Non gli chiediamo altro. Quanto poi al polverone di cui parla, c’è da ricordare che tra le file dei suoi in Consiglio comunale c’era chi era ben disposto a votare l’aumento dell’Irpef”. Sul tema interviene anche Severo Martini, assessore ai Lavori Pubblici, che sottolinea nello stesso tempo la scarsa conoscenza dell’argomento da parte del consigliere Maniglio. “Maniglio evidentemente non conosce tutto l’iter della questione – sottolinea – e avrebbe fatto meglio ad allinearsi al silenzio prudente ed imbarazzato di altri rappresentanti istituzionali. Solo per dovere di informazione nei riguardi dei cittadini e non certo per fare polemica, sia chiaro che la prescrizione di cercare sabbia di cava è stata una prescrizione giunta dalla Regione Puglia e che è stata la stessa Regione Puglia a mutarla, peraltro senza alcuna motivazione. Di chi è la colpa dei ritardi, allora?”.

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