Crisi. 572 imprese in meno nei primi mesi dell'anno

Lecce. Colpite soprattutto le attività individuali agricole. Ma i dati dei singoli mesi registrano un miglioramento in corso

LECCE – Il primo trimestre del 2012 si chiude con un saldo negativo quanto a numero di imprese: -572. Sono state 1.830 le iscrizioni e 2.402 le cessazioni, con un tasso di crescita negativo del -0,79%. Rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, le iscrizioni sono diminuite di 106 unità, mentre le imprese cessate sono aumentate di 67 unità. I dati vanno letti, però, avvertono dalla Camera di commercio, tenendo conto che nel primo trimestre dell’anno sono contabilizzate le cessazioni del mese di dicembre, per cui la chiusura in rosso del primo trimestre potrebbe essere quasi fisiologica. Infatti analizzando i dati mensili si evidenzia che nel mese di gennaio si sono registrate 678 iscrizioni a fronte di 1.278 cancellazioni, con un saldo negativo di 660 unità; a febbraio il saldo è rimasto negativo ma più contenuto con -243 imprese; il mese di marzo, invece, si è chiuso con +329 aziende. I dati del secondo trimestre permetteranno di stabilire se il segno negativo è da imputare solo alle consuete cessazioni di fine anno oppure a dinamiche di carattere economico. Al 31 marzo le imprese registrate ammontano a 72.253 con un aumento, rispetto al primo trimestre del 2011, pari allo 0,28%, mentre le localizzazioni sono 83.284. Tutte le province italiane, nel periodo preso a riferimento, hanno registrato tassi di crescita negativi, eccezion fatta per le province di Roma, Ragusa, Milano, Siracusa, Napoli e Caserta. In ambito regionale è Taranto che ha realizzato il miglior tasso di crescita (-0,68%), seguita da Bari (0,73%), Lecce (0,78%), Brindisi (-0,86%) e Foggia (-1,01%). Tutti i settori economici hanno registrato saldi negativi, ma le perdite più pesanti, in valore assoluto, si sono registrate in agricoltura (-384 imprese), tendenza che prosegue da tempo, il commercio (-257), le attività manifatturiere (-129), le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (-67) e il comparto dell’edilizia (-59); l’unico settore che ha chiuso il trimestre in attivo, sia pure con una sola unità, è quello dell’energia, probabilmente spronato dagli incentivi per la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili. Tra le forme giuridiche, sono le imprese individuali a registrare la quasi totalità della perdita: -582 aziende e un tasso di crescita -1,16%. Più contenuta la riduzione delle società di persone, con -40 aziende (-0,48%). Positiva invece la performance delle società di capitale con +15 (0,13%) e delle altre forme societarie (+35 imprese e un tasso di crescita dell’1,32%). Anche le imprese artigiane chiudono i primi tre mesi dell’anno con un segno negativo: -160 imprese e un tasso di crescita anch’esso negativo: -0,82%. I settori che registrano le perdite più cospicue sono le attività manifatturiere con -96 aziende, le costruzioni -25 e il commercio -42.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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