Consorzio Asi. Ultimatum di Confindustria alla Regione: 'Rilancio o chiusura'

Lecce. Il presidente Leone De Castris chiede alla vicepresidente Capone di eliminare gli ostacoli allo sviluppo

LECCE – La Regione elimini gli ostacoli che impediscono il rilancio delle aree industriali. E’ la richiesta inviata da Confindustria Lecce alla vicepresidente regionale Loredana Capone dopo la riunione di ieri con i vertici dell’Asi. A Via Capruzzi gli industriali sollecitano un intervento decisivo che sappia rimettere in moto un percorso virtuoso per eliminare i blocchi che rallentano il rilancio delle aree industriali o addirittura sopprimere quei Consorzi Asi che, da oltre vent’anni, costituiscono un freno allo sviluppo delle attività imprenditoriali. La lettera, inviata per conoscenza anche al presidente del Consorzio, Angelo Tondo, ed al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, stigmatizza il mancato coinvolgimento di Confindustria Lecce e delle altre associazioni datoriali ad una estemporanea riunione convocata per oggi dalla Regione per discutere proprio dell’Asi e sintetizza gli interventi, anche incisivi, che Confindustria Lecce in questi anni ha messo in atto per arginare l’inoperatività della struttura. “La situazione in cui versa il Consorzio ormai da qualche decennio – scrive il presidente di Confindustria Lecce, Piernicola Leone de Castris – impedisce allo stesso di svolgere un’azione incisiva ed efficace in favore dello sviluppo. Nel corso degli anni, al contrario, abbiamo assistito ad un progressivo degrado e all’abbandono dei diversi nuclei, con gravi conseguenze sugli investimenti produttivi”. Nel passato Confindustria Lecce è dovuta intervenire per scongiurare il blocco dei servizi essenziali per le imprese (per esempio l’erogazione dell’acqua), e ha dovuto esercitare una pressione costante per garantire il rispetto delle norme basilari relative alla sicurezza, alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, per non parlare della inesistenza anche dei livelli minimi di decoro. “Costantemente – continua il presidente – siamo dovuti intervenire anche sui livelli, nonché sui meccanismi e sui parametri della Tarsu, onde evitare ulteriori oneri sulle imprese insediate. Nel 2007 ci siamo costituiti ad adiuvandum sul ricorso presentato dal comune di Galatina avverso il regolamento dell’Asi sui contributi per gli oneri di urbanizzazione, contestandone la natura e, quindi, la stessa legittimità. Con il Consorzio, in considerazione del contenzioso avviatosi sulla questione del contributo all’infrastrutturazione, siamo intervenuti per favorire transazioni, le più favorevoli alle imprese, sia sul versante degli importi da versare, che sul versante dei tempi. Da ultimo, all’incirca un anno fa, abbiamo rappresentato con un nostro documento illustrato in conferenza stampa, la nostra posizione, circa la necessità di restituire al Consorzio Asi la capacità di operare concentrandosi sul suo obiettivo strategico, riguardante l’esproprio, l’infrastrutturazione e l’assegnazione delle aree alle imprese richiedenti, abbandonando ogni attività riguardante i servizi e la gestione delle Asi che invece, in maniera più efficiente, efficace e partecipata, potevano e dovevano essere affidati alle imprese stesse, attraverso la costituzione di un soggetto giuridico a ciò finalizzato”. In assenza di risposte concrete, Confindustria Lecce ha accettato di confrontarsi con l’Asi e con tutti i soggetti interessati, nel tentativo di individuare un percorso di mediazione in grado di restituire alle imprese le condizioni più favorevoli per la gestione delle attività. “Il nostro obiettivo – scrive ancora il presidente – non poteva che essere quello di ridurre al minimo gli oneri ricadenti sulle imprese, mettendo a punto dei percorsi di partecipazione e condivisione alle decisioni consortili in vista della creazione di condizioni idonee per l’esercizio delle attività produttive esistenti, nonché l’attrazione e la realizzazione di nuovi investimenti”. “Ad oggi – conclude Leone de Castris – dobbiamo registrare un perdurante silenzio e immobilismo, per cui chiediamo che la Regione voglia intervenire per ridare dignità alle aree industriali di competenza dei Consorzi Asi, tenendo conto delle proposte di rilancio presentate da Confindustria Lecce, o, in alternativa, proceda alla chiusura degli stessi Consorzi Asi che, da oltre vent’anni, sono un ostacolo allo sviluppo dell’attività d’impresa e scoraggiano gli investimenti”.

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