Metallo: ‘Giovani, onesti, capaci. Per le persone’

Racale. Il primo obiettivo del candidato di “Io amo Racale”: partire dal risanamento del bilancio per poi pensare alle altre emergenze. Tra cui Torre Suda

RACALE – E’ il più giovane candidato sindaco nella corsa a Palazzo di città di Racale. Donato Metallo, 31 anni e impegnato, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, ex segretario cittadino dei democratici, consigliere comunale uscente, che ha coagulato le forze di centrosinistra Pd, Idv e per ultima Udc per la sua lista ‘Io amo Racale’ il cui slogan “Ci vogliono giovani idee, ci vogliono persone capaci, ci vogliono politici onesti, ci vogliono progetti concreti” farebbe presagire volti nuovi e giovani in direzione della concretezza. A lui, come agli altri tre candidati alla carica di sindaco, abbiamo posto tre domande. Eccole: Qual è oggi l’emergenza per il Comune di Racale e come crede di affrontarla nel caso l’elettorato dia a lei mandato di amministrare il paese? “La situazione nella quale Racale verte non è sicuramente delle migliori, non abbiamo mai fatto mistero, anche attraverso le nostre battaglie all’opposizione, di quanto critica fosse la condizione del nostro paese. E’perentorio curare innanzitutto quella più grave, quella che ci spaventa di più, senza, però, dimenticare gli altri mali che la affliggono per riportarla ad una condizione di salute e di totale benessere. In quest’ottica la nostra azione partirebbe dal risanamento del bilancio, affiancata da altri interventi prioritari: tutti questi rientrano nella tutela del sociale, perché noi siamo chiamati a servire e a prenderci cura dei nostri cittadini. Per fare questo bisogna intervenire in primis sulle scuole, dobbiamo restituire dignità agli istituti scolastici e potenziare il trasporto scolastico; intendiamo occuparci dei nostri giovani, che sono i più colpiti dalla grave crisi e dalla carenza di lavoro, proprio per questo abbiamo pensato di istituire un pool di giovani progettisti che ci accompagni e che migliori la nostra attività di governo, cercando di intercettare risorse comunitarie. È un periodo nel quale la popolazione è subissata da tasse e da gravose imposte e noi, se dovessimo amministrare Racale abbiamo concordato il taglio di almeno il 50% dell’indennità e l’eliminazione di figure quali il capo staff di gabinetto del sindaco; inoltre, alcune figure amministrative saranno a costo zero e gli incarichi professionali esterni dovranno essere ridotti e non affidati a parenti ed affini. Il nostro non sarà un impegno simbolico, ma sostanziale. Con questi interventi abbiamo calcolato un risparmio annuo di circa 90mila euro, che diventano di 450mila euro per un’intera legislatura. Questa cifra potrà essere reinvestita in alcuni settori che necessitano di risorse e di interventi immediati”. Per lungo tempo Torre Suda, marina di Racale, è stata grande volano di comunicazione turistica, ma da qualche tempo le cose sono cambiate radicalmente. Che cosa pensa di fare per riportarla ai fasti di un tempo “La frazione di Torre Suda è uno stupendo regalo che la natura ha fatto al nostro paese. A tal proposito mi duole che venga sempre e solo citata come meta turistica, in quanto è prima di tutto un nostro bene, è il posto meraviglioso che ci è dato abitare. La nostra attenzione nei confronti della frazione di Torre Suda è vigile già da tempo, abbiamo condotto azioni e siamo stati presenti sul territorio. Quest’atteggiamento e quest’amore ci hanno premiati: siamo l’unica lista in corsa ad essere appoggiata dai residenti di Torre Suda. Oltre a questo, è chiaro che Torre Suda è il nostro fiore all’occhiello, può e dev’essere meta turistica, di un turismo che oltre a portare guadagno, porti beneficio all’intera comunità. A tal proposito miriamo alla creazione di un circolo virtuoso che intersechi il turismo con le risorse locali che possono essere sfruttate. Consideriamo che il turismo debba essere un momento di incontro e conoscenza fra le genti che vengono da altre parti e le nostre genti; le attività artigianali, agricole e commerciali devono rappresentare il momento di questo incontro e di scambio culturale”. Perché l’elettorato dovrebbe scegliere lei? Quale sarebbe la grande differenza col passato? “Non siamo entrati in casa dei cittadini per portare santini elettorali e per fare propaganda, ma lo abbiamo fatto molto prima per ascoltare i loro bisogni e per cercare risposte alle loro esigenze. Siamo scesi in strada con loro per combattere delle battaglie, li abbiamo affiancati nelle loro lotte, li abbiamo rappresentati con una presenza costante in consiglio comunale e ci siamo fatti conoscere con le nostre denunce attraverso mezzi di stampa e manifesti. La soddisfazione più grande l’abbiamo avuta quando siamo riusciti a far mutare in alcuni di loro il sentimento di rassegnazione e sfiducia, che avevano nei confronti della politica, in un atteggiamento di rabbia e voglia di partecipazione. Questa è una lista che non cala dall’alto, precostituita, ma che è partita dal basso, dalle radici, dalle persone. È così che fra di noi e con la gente si è instaurata una connessione sentimentale, ci unisce un’empatia di fondo. Abbiamo un’idea alternativa su come affrontare i problemi della città. Vogliamo che i talenti migliori non si sentano costretti ad abbandonare il proprio paese, ecco perché nel nostro programma puntiamo sulla creazione di punti di aggregazione, di strutture in grado di valorizzare i talenti, uffici che possano offrire opportunità per la creazione di nuove realtà. Siamo convinti che la politica debba mettersi al servizio del territorio, solo con quest’idea cardine si può fare tanto per la nostra Racale”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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