Riciclaggio in Puglia: i dati di Bankitalia

Roma. L’Unità di informazione finanziaria di Banca d'Italia lancia l'allarme: in Puglia aumentano le operazioni a rischio di riciclaggio di denaro sporco

L’economia pugliese è sempre più l'approdo finale per il riciclaggio di denaro sporco da parte della criminalità organizzata. E' quanto emerge dalla quantità e qualità di inchieste e confische da parte delle Procure pugliesi che hanno evidenziato un giro di milioni di euro riciclati; dati poi confermati dalla Banca d'Italia attraverso la sua struttura dedicata (l’Unità di informazione finanziaria), la quale ha il compito di individuare le operazioni finanziarie sospette. Operazioni purtroppo in forte aumento in Puglia: dalle 575 del 2008, gli intermediari finanziari ne hanno segnalate l'anno dopo 703, mentre nel 2010 sono state 1422. Tran confermato lo scorso anno con ben 1948 segnalazioni di operazioni in odore di riciclaggio. Una quota di segnalazioni che proietta la Puglia all’ottavo posto tra le regioni italiane. Al primo posto la Lombardia (8.778 segnalazioni), poi il Lazio (6.350) e la Campania (6.128). Ma se le banche e gli istituti di credito sono pronti nella trasmissione a Banca Italia di ogni operazione finanziaria ed economica considerata sospetta, lo stesso non si può dire per i professionisti: notai, avvocati, commercialisti, ragionieri o consulenti del lavoro, anch'essi obbligati alla segnalazione ma poco attivi in Puglia: nel 2011 da queste categorie di professionisti sono giunte solamente 11 segnalazioni antiriciclaggio. Per gli esperti di Banca Italia, «le transazioni in contante continuano a rappresentare la tipologia che desta maggior sospetto nei segnalanti». Registrano un «costante incremento le segnalazioni riguardanti operazioni nel settore dei money transfer». Le segnalazioni vengono trasmesse anche alle Procure. «Diverse segnalazioni – si legge nella relazione – hanno riguardato transazioni finanziarie di ingente ammontare riconducibili a soggetti operanti nella compravendita di quote previste dalla normativa volta alla riduzione delle emissioni inquinanti. Altre riguardano operazioni ricollegabili a casi di illecito condizionamento degli appalti pubblici».

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