Capoccia: 'Sistema di emergenza inefficiente'

Lecce. Il candidato di ‘Lecce Città del Mondo’ commenta l’intervento del 118 in occasione dell’incidente dell’8-9 aprile cui ha assistito personalmente

LECCE – Giancarlo Capoccia, candidato al Comune di Lecce nelle prossime elezioni per la lista del centro destra “Lecce Città del Mondo” con Paolo Perrone sindaco, richiama l’attenzione sui problemi e le inefficienze dei sistemi di emergenza della provincia. Capoccia trae spunto dall’ennesimo fatto di cronaca, al quale ha assistito personalmente. La notte tra l’8 ed il 9 aprile, nei pressi dell’Obelisco di Porta Napoli, si è verificato uno scontro frontale fra due autovetture, in cui i due occupanti sono rimasti feriti, uno all’interno della propria autovettura e l’altro sull’asfalto. Entrambi avrebbero avuto necessità di idonei soccorsi, con dei presidi per il soccorso ai traumatizzati.

incidente Lecce 8-9 aprile

L'incidente a Lecce dell'8-9 aprile “Purtroppo – dice il candidato – sul posto sono confluite una squadra di Vigili del Fuoco ed una sola ambulanza che non aveva in dotazione la necessaria tavola spinale indispensabile per il soccorso. Eppure la Centrale Operativa del 118 era al corrente che si trattava di un intervento di soccorso a due vittime di trauma. In pratica – continua – si è dovuta attendere per ben 20 minuti un’altra ambulanza, che aveva a bordo una sola tavola spinale. Non è stato così possibile, per il personale del 118, intervenire con una corretta procedura avrebbe richiesto, posizionando ed immobilizzando la vittima di trauma sulla tavola spinale, senza spostarla fino all’effettuazione di esami medici che chiarissero l’eventuale presenza e gravità delle lesioni riportate. Cosa che può accadere solo in ospedale. In pratica, il personale 118, al quale va riconosciuto di avere operato con il massimo dell’impegno umanamente possibile ed ai quali va tutto il mio rispetto, ha movimentato prima una vittima, poi l’altra, con il particolare che per fare questo ha dovuto spostare la tavola suddetta dal primo paziente, che quindi è stato lasciato sulla lettiga dell’ambulanza. Pur avendo bene presenti le difficoltà economiche del momento con l’aggravio dei tagli sulla sanità effettuati dal Governo Vendola il quale deve immediatamente rimediare, se non altro per tutta la demagogia e la filosofia che negli ultimi sei anni ha fatto sul sostegno ai deboli, sulla centralità dell’ammalato e sulla sanità migliore, ciò non può essere sufficiente a giustificare le modalità con le quali è stato effettuato l’intervento di soccorso sanitario. Non sono un medico – dice – ma comunque opero come soccorritore professionista da oltre venti anni e la mia formazione comprende anche un addestramento al soccorso sanitario. Sulla base delle mie conoscenze sull’organizzazione dei sistemi di soccorso, sento di poter affermare che alla base di “performance negative” come quella descritta, potranno anche esserci difficoltà economiche ma, senza alcun dubbio, le cause principali vanno ricercate nell’inadeguatezza dell’organizzazione che sovrintende al servizio”. Ma Capoccia non si ferma al commento dell’ultimo incidente, sottolineando come in nessun reparto di Pronto Soccorso della provincia esista un servizio di scambio dei presidi utilizzati dalle ambulanze del 118 organizzato secondo criteri precisi. “Ma questo è solo un esempio – conclude – in realtà sono convinto che debba essere creato e fatto funzionare un sistema di valutazione oggettiva e continua della reale efficienza di tutti servizi che devono provvedere alla sicurezza dei cittadini e del personale, di ogni livello, in essi operante. Ciò sulla scorta di quanto accade in ogni entità, pubblica o privata, della quale deve essere garantito il buon funzionamento, eventualmente anche in collaborazione con le autorità statali. II mio obiettivo è quello di non lasciare i cittadini soli davanti alle difficoltà perché questo li rende vulnerabili e più esposti ai rischi di eventi incidentali e alle maglie della delinquenza”. Ed è proprio questo uno degli impegni che Giancarlo Capoccia intende assumere con i cittadini.

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