Omicidio Romano. L'assassino: 'Non volevo ucciderlo'

Lecce. L'assassino ha riferito la propria versione dei fatti spiegando che una lite si sarebbe trasformata in tragedia

LECCE – Non ci sarebbe un debito di droga alla base dell’omicidio di Roberto Romano, il 37enne di Ruffano ucciso lo scorso 24 marzo sulla porta di casa. Ma una lite degenerata in tragedia in maniera, a quanto pare, inaspettata. E’ stato lo stesso assassino, Michele Espedito Valentini, 27enne di Supersano, che si è costituito due giorni fa, a spiegare al gip Carlo Cazzella e al sostituto procuratore Giovanni De Palma, in carcere, come si sarebbero svolti i fatti. Alla base di tutto ci sarebbe stata la relazione clandestina tra Valentini e la moglie di Romano. Una relazione della quale Romano si era accorto. Ed infatti proprio per chiarire la situazione si sarebbe recato a casa di Valentini, il giorno dell’omicidio. Non trovandolo, avrebbe detto di alcuni familiari che lo aspettava a casa. E lì sarebbe andato, e con l’intento di chiarire, Valentini. Accompagnato dal 22enne Andrea Macagnino, già arrestato con l'accusa di concorso in omicidio e tentato omicidio. Dopo un litigio, si sarebbe scatenata una colluttazione; a quel punto Romano avrebbe estratto una pistola, poi caduta per terra. Valentini l’avrebbe impugnata e a quel punto sarebbero partiti i colpi, mortali per Romano. Uno di questi avrebbe ferito anche Dario Traversa, che si trovava in casa in quel momento, accorso sul luogo dove i due stavano litigando. Poi Valentini sarebbe scappato e si sarebbe rifugiato in un luogo isolato in campagna, fino a decidere di costituirsi alle forze dell’ordine. I carabinieri sono al lavoro per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni fornite dal 27enne. 4 aprile 2012 Agguato di Ruffano: si costituisce il killer RUFFANO – Si è costituito nella tarda serata di ieri Espedito Valentini, il 27enne di Supersano, sospettato di essere il killer di Roberto Romano, il 36enne di Ruffano ucciso il 24 marzo scorso sulla porta di casa. Nell'agguato rimase ferito anche Dario Traversa, 28enne, che si trovava con Romano in quel momento. Gli inquirenti sono al momento al lavoro per cercare di ricostruire il movente alla base dell'omicidio. Scartata la pista passionale, pure presa in considerazione in un primo momento; resta in piedi, invece, quella di un regolamento dei conti maturato negli ambienti dello spaccio di droga. Ciò che sembra ormai praticamente certo è che la preenza di Traversa a casa di Romano non fosse casuale. 30 marzo 2012 Svolta sull’agguato di Ruffano. Arrestato un 22enne RUFFANO – Svolta nelle indagini sull’agguato di sabato scorso a Ruffano in cui ha perso la vita Roberto Romano, 36enne del posto ucciso sulla porta di casa. Alle prime ore di questa mattina, a Supersano, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, per concorso in omicidio e tentato omicidio Andrea Macagnino, 22enne originario di Supersano. Le indagini, coordinate sin dalle prime battute dal procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta e dal sostituto procuratore Giovanni De Palma, hanno permesso di ricostruire non senza difficoltà il ruolo ricoperto da Macagnino. Sarebbe stato quest’ultimo infatti, che alla guida della sua autovettura Golf, notata sul luogo del delitto da molti testimoni, imboccando controsenso via Boccaccio di Ruffano a portare sul luogo dell’agguato il killer. Lì, lo avrebbe poi atteso con il motore acceso e la portiera passeggero aperta, mentre all’interno dell’abitazione di Romano si eseguiva l’omicidio del 36enne ed il ferimento di Dario Travesa, lì presente, ed iscritto tra l’altro nel registro degli indagati. La ricostruzione dei fatti è partita dall’attenta analisi del luogo del delitto che ha immediatamente evidenziato che la dinamica si è svolta all’interno dell’abitazione. Ciò ha permesso di ipotizzare una conoscenza e una frequentazione del killer con le due vittime, tale da giustificare l’ingresso in casa dell’assassino. Da questi capisaldi ha preso il via una minuziosa ricostruzione dei militari del Nucleo Investigativo che hanno sbrogliato i fili di una matassa contorta, non senza oggettive difficoltà ambientali legate alla reticenza dei residenti nella zona. La supervisione della Procura della Repubblica ha consentito di attivare tutte le risorse possibili per garantire in tempi brevi i responsabili alla giustizia, poiché anche il presunto omicida è stato identificato. Le indagini continuano con l’obiettivo di fare chiarezza sul movente e sulle persone coinvolte nel delitto, e di individuare tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito ad agevolare i colpevoli. Macagnino è stato condotto presso il carcere di Borgo San Nicola. 29 marzo 2012 Agguato a Ruffano. Due indagati LECCE – Sono due i nomi iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta che si è aperta dopo l’omicidio di Roberto Romano, il 36enne ruffanese rimasto vittima di un agguato presso la propria abitazione lo scorso sabato. Il primo sarebbe il nome di un 37enne di Supersano, che al momento risulta irreperibile. Potrebbe essere proprio il nome pronunciato dalla vittima pochi istanti prima di morire. Nei suoi confronti i carabinieri hanno intrapreso una vera e propria caccia all’uomo, anche per evitare che possa rimanere a sua volta vittima di un agguato, una sorta di regolamento dei conti in ambito criminale. Il secondo nome è quello di Dario Traversa, 28enne di Ruffano, che si trovava con Romano al momento dell’assassinio e che p rimasto a sua volta ferito durante la sparatoria. E’ accusato di favoreggiamento in quanto agli investigatori ha riferito di non aver visto in faccia il killer; una versione poco convincente sulla quale i carabinieri vogliono vedere chiaro. Oggi intanto il medico legale Alberto Tortorella ha eseguito l’autopsia sul corpo del 36enne. L’esame potrebbe utile a conoscere ulteriori dettagli sulle circostanze in cui quel decesso è maturato. 26 marzo 2012 Agguato a Ruffano. I nomi prima di morire RUFFANO – Pare che prima di morire, Roberto Romano, 36enne di Ruffano ucciso sabato scorso in un agguato nella sua abitazione, avrebbe pronunciato il nome del suo assassino. Un nome o forse due, che ora sono coperti dal massimo riserbo da parte dei carabinieri e che la vittima dell’attentato sarebbe riuscita a riferire nel tragitto da casa all’ospedale di Tricase, dove i sanitari del 118 l’hanno condotto cercando di salvargli la vita – tentativo poi risultato vano. E proprio attorno a quelle due identità si sono concentrate le indagini dei militari che adesso non brancolano nel buio; tuttavia le ricerche non hanno ancora portato ai risultati sperati, perché i due, alla visita dei carabinieri presso le loro abitazioni, non c’erano. Nell’agguato di sabato è stato anche ferito un secondo uomo, Dario Traversa, 28 anni, originario di Ruffano ma residente in Liguria, che si trovava a casa di Romano quando il killer (o i killer) si è presentato alla porta. Ma chi c’era nel mirino di chi ha sparato? L’obiettivo era Romano, che alle spalle ha una condanna per droga, o invece il suo ospite, di ben più consistente peso criminale (si trovava a Ruffano in occasione del processo che lo vede imputato per minacce ed estorsione)? Il sostituto procuratore Giovanni De Palma ha intanto disposto il sequestro dell’abitazione scenario dell’omicidio. Romano ci viveva con moglie e figlia che, fortunatamente, al momento dell’agguato non erano in casa.

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