‘Benincasa si poteva salvare. No all’archiviazione del caso’

Lecce. I legali della famiglia si oppongono alla richiesta del pm, denunciando ritardi e negligenze dei sanitari

LECCE – Carlo Benincasa non sarebbe morto solo per il ritardo dell’ambulanza del 118 ma anche per le cure che gli vennero prestate dai sanitari nel primo intervento. Con questa motivazione Stefano Prontera e Paolo Pepe, i legali del consigliere comunale di Lecce, deceduto nell’aprile dello scorso anno per un malore, si oppongono alla richiesta di archiviazione del fascicolo da parte del pm. Nel registro degli indagati si leggono i nomi di cinque persone: un medico, due infermieri ed altrettanti operatori di soccorso, i quali, secondo quanto sostenuto dai familiari di Benincasa, avrebbero raggiunto l’abitazione con diversi minuti di ritardo. Gli indagati avrebbero insomma compiuto ritardi e negligenze nell’intervento, tali da accelerare una morte che si sarebbe potuta evitare. In una perizia di parte eseguita dal dottor Perrone, si legge infatti che i sanitari praticarono procedure che addirittura si rivelarono nocive per Benincasa, tanto da determinarne il collasso delle condizioni fino alla morte. La pensa diversamente il pm Emilio Arnesano, che nella richiesta di archiviazione sostiene che non vi siano elementi per sostenere l'accusa in giudizio, affermando la tempestività dei soccorsi. 3 maggio 2011 Una nuova denuncia sulla morte di Benincasa LECCE – A causare la morte di Carlo Benincasa, consigliere comunale del Pd leccese, non sarebbero stati solo i ritardi negli nell’arrivo dell’ambulanza del 118, ma anche il trattamento di primo intervento praticato dai sanitari. E’ quanto viene dichiarato nella integrazione di denuncia depositata ieri mattina nella cancelleria del pm Nicola D’Amato dal legale della famiglia Benincasa, Stefano Prontera. Al momento nel registro degli indagati si legge il nome di cinque persone: un medico, due infermieri ed altrettanti operatori di soccorso. Secondo i familiari del politico sarebbero arrivati presso l’abitazione dove Benincasa era stato colto da malore con 20 minuti di ritardo rispetto al normale. 22 aprile 2011 Morte di Benincasa. Cinque indagati LECCE – Sul registro degli indagati per la morte del consigliere comunale del Pd Carlo Benincasa sono iscritti in cinque: un medico, due infermieri e due operatori sanitari in servizio sulle ambulanze. Per tutti il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. Dell’inchiesta si occupa il pm Nicola D’Amato. L’inchiesta si è sviluppata dalla denuncia sporta dalla moglie del politico, Antonella Perrone, che ha riferito di gravi ritardi nel soccorso del marito; ritardi che, secondo quanto ipotizza l’accusa, potrebbero essere stati fatali. Stamattina intanto verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Benincasa disposta dalla Procura ad opera del medico legale Roberto Vaglio e del cardiologo Giacinto Pettinati. Successivamente, a partire dalle ore 14, sarà allestita la camera ardente presso la sala consiliare di Palazzo Carafa. I funerali avranno inizio alle 17 nella chiesa del Buon Consiglio. 20 aprile 2011 Benincasa: disposta l'autopsia di Mario Maffei Prima ancora che un grande politico, Carlo Benincasa è sempre stato un grande sindacalista, anche negli anni in cui si è seduto sui banchi di Palazzo Carafa, forte di un consenso di migliaia di preferenze delle fila del PDS prima e del PD poi. Un uomo tutto d’un pezzo, Carlo, con un forte senso delle istituzioni, la voglia di difendere a oltranza i deboli, una passione civile quasi esasperata, incapace di rassegnarsi allo “schifo” che andava a snidare nelle pieghe di delibere, determine e incarichi. Insieme alla sua simpatia schietta e un po’ guascona, la capacità di indignarsi era il suo tratto caratteriale più ammirevole, specialmente in un mondo politico in cui oramai ci si abitua davvero a tutto. Prima si documentava con pignoleria sui fatti della vita amministrativa leccese, poi partiva all’attacco, a testa bassa, a volte con una durezza davvero impressionante. Lupiae servizi, Iacp, opere pubbliche, sanità, lavoro, scandalo filobus, sono solo alcuni dei temi sui quali Carlo di infervorava e dava battaglia. A Lecce era temuto e rispettato, dagli avversari del centrodestra come dai compagni di partito. Tutti oggi gli rendono doverosamente omaggio. Con la morte di Benincasa, Lecce perde il suo più attento e severo controllore. LECCE – Carlo Benincasa, consigliere comunale del Partito democratico e presidente del Consorzio Asi, è morto d'infarto ieri sera lasciando la moglie Antonella Perrone e il figlio Giuliano. Avrebbe compiuto 60 anni il 24 maggio. Benincasa soffriva di cuore e già nel 2007, nel periodo della corsa elettorale, aveva subìto una frenata per via della sua malattia, ma era ritornato in pista alla grande, dimenticando anche i problemi di salute, più agguerrito che mai. Proprio perchè ammalato di cuore, Benincasa ha immediatamente capito la gravità del malore che lo ha colto in casa e ha chiesto al figlio di allertare il 118. All'operatore sono stati forniti indirizzo e indicazioni chiare sulla possibile diagnosi. L'ambulanza però si è persa per le strade di Lecce e nonostante l'estrama vicinanza in linea d'aria tra la casa del consigliere PD e l'ospedale, è trascorso un tempo lungo che è stato fatale a Benincasa. Quando il personale medico è infatti giunto presso la sua abitazione, le sue condizioni erano molto critiche e infatti il consigliere è arrivato al Pronto Soccorso del “Fazzi” già morto. Ora, su denuncia di parte, si dovrà indagare sulle ragioni di questo ritardo.

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