Debito del Comune. Capone chiede un incontro pubblico

Lecce. Ogni famiglia leccese avrebbe un debito di 10mila euro. Il candidato sindaco di “Verso Lecce” invita gli altri candidati a parlarne

LECCE – Siete disposti a confrontarvi sulle cause che hanno determinato il debito del Comune di Lecce? L’invito-provocazione arriva da Antonio Capone, candidato sindaco per la lista “Verso Lecce”. Da tempo Capone chiede ai candidati di convocare un pubblico dibattito per discutere della situazione delle casse di Palazzo Carafa, ma ad oggi nessuno ha risposto al suo invito. Capone chiede di riflettere sul debito “alla nascita” con cui ogni famiglia leccese si trova a fare i conti: oltre 10mila euro. Una cifra da non poco conto che tuttavia – denuncia il candidato – sembra non scuotere più di tanto le coscienze degli attuali amministratori e degli aspiranti tali. L’analisi di Capone parte dalla situazione nazionale: “Le associazioni dei consumatori, con la grande puntualità che le contraddistingue, hanno reso noto al Paese che il debito che ogni italiano si ritrova sulle spalle, neonati compresi, raggiunge la cifra astronomica di oltre 32mila euro. Poiché l’Italia non dimostra di essere ricca è evidente che tale debito non ha prodotto benessere per tutti, ma è stato la causa dell’ampliamento della forbice tra chi vive alle spalle di lavoratori e pensionati e chi si ritrova a fare i conti per arrivare alla terza settimana del mese”. Per arrivare a quella leccese in senso stretto: “Per i leccesi la situazione è ancora più grave, dal momento che all’insipienza dei governatori nazionali si è aggiunta quella degli amministratori locali – dice l’esponente di ‘Verso Lecce’ -. Non bisogna essere esperti di economia e finanza per quantificare in oltre 10mila euro il debito che grava sulle famiglie leccesi per le scelte dissennate dei politici locali. È sufficiente dividere l’indebitamento del Comune di Lecce, un indebitamento pari quasi a 250 milioni di euro, per le 25mila famiglie che vivono in città e il conto è bello e fatto”. “Sono mesi che chiedo ai candidati a sindaco, in pectore o già individuati, di accettare un pubblico dibattito per discutere, dinanzi ai cittadini, sulle cause che hanno prodotto questa situazione, al fine anche di individuarne i responsabili, in attesa che la Corte dei Conti faccia sempre le sue verifiche. Purtroppo fino ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta – aggiunge -, mentre vedo che il dibattito si anima sull’interpretazione dei sondaggi, per stabilire se è cosa corrispondente al vero o meno che qualcuno vincerà le elezioni addirittura al primo turno. Possibile che non ci si chieda cosa si andrà ad amministrare dall’8 maggio in poi? Se fa tanto scalpore il debito record che ogni italiano, senza averne alcuna colpa, risulta aver accumulato, com’è che non produce alcun effetto il calcolo semplice semplice che il Comune di Lecce, negli ultimi anni, ha indebitato ogni sua famiglia per oltre 10mila euro”?

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