‘Più forti della non speranza’. Biografia di Campione in versi

All’attività di giornalista, il caporedattore della sede Rai di Bari ha sempre affiancato quella lirica. Dalle sue poesie traspare l’amore per la famiglia e la sua terra

Un taccuino della memoria, si può definire la raccolta di poesie di Michele Campione, lo storico caporedattore della sede Rai di Bari, scomparso nel 2003. Il libro, edito da Gelsorosso, è uscito in occasione del Premio giornalistico a lui dedicato dalla famiglia che ogni anno, per iniziativa dell’Ordine dei giornalisti di Puglia assegna ai colleghi di Campione che si sono distinti nel loro lavoro. A Michele Campione è intitolata anche l'Associazione pugliese per la Formazione al Giornalismo, sostenuta dell'Ordine dei giornalisti regionale, che organizza, in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari, il Master in giornalismo di Bari. Campione, che è stato anche vicedirettore della testata giornalistica nazionale della Terza rete, era anche un poeta autentico oltre che un apprezzato critico d’arte e scrittore. Il libro “Più forti della non speranza – Poesie dal 1948 al 2003”, è una ‘vera e propria autobiografia in versi’ come dichiara Raffaele Nigro nella prefazione, a cui hanno dato un robusto contributo intellettuale Michele Damiani, che ha anche curato i freschi disegni ad acquerello di cui è ricco il volume e Vito Signorile, che col giornalista ha scritto il testo teatrale per il gruppo Abeliano di Bari ‘C’era una volta un contadino del Sud’. Oltre ai contributi di intellettuali, che del giornalista sono stati fra gli amici più cari, troviamo nella prefazione anche la voce della bella famiglia che tanta importanza ha avuto nella vita di Michele Campione, prestata da uno dei suoi sette figli, Alessandra, che ha parlato di questo padre importante, impegnato ma sempre presente e vicino ai suoi cari. Il sentimento forte traspare con grande evidenza nelle liriche del giornalista, un ‘multiforme ingegno’ che lo faceva passare dai registri della contemporaneità e dal rigore del mestiere al lirismo. Si dice che portasse con sé sempre un taccuino sin dall’età giovanile della carriera (erano molto lontani ancora i tempi dell’iPad) sui quali annotava le sue sensazioni, i suoi pensieri le sue emozioni che poi diventavano liriche e poesia, forse proprio per allontanarsi dalla brutalità della cronaca. Ritroviamo preponderanti i motivi familiari, la compagna di tutta la sua vita, Cetta, e il suo legame forte e costante con questa donna, tutt’affatto scontato per chi fa la professione giornalistica, e i sette figli: il distacco forzato da loro per motivi di lavoro, la villa di Palese, luogo della memoria perfetto di tante episodi di vita, il senso dell’amicizia, il lionismo, la gente di Puglia. Fatti quotidiani ma anche sentimenti di speranza per il domani o pensieri per il tempo che passa, narrati sul filo di un sentimento leggero eppur intenso, contaminato da gioia di vivere, ironia ma anche riflessione profonda. Lo sfondo delle poesie di Michele Campione è rappresentato dallo smisurato amore per la natura e per la sua Puglia, vera e propria ambientazione scenica di queste liriche profonde di umanità, specchio fedele dell’animo generoso e gentile di un grande pugliese. I proventi della vendita del libro “Più forti della speranza” saranno devoluti alla Lilt, la Lega italiana per la lotta ai tumori. Michele Campione Più forti della non speranza Edizioni Gelsorosso

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