Attentato di via Imbriani. Tre arresti

Lecce. I presunti mandanti dell’attentato, Giampiero Schipa, Maria Speranza Bianco e Gerardo De Angelis, avrebbero agito per riscuotere il premio assicurativo

LECCE – Tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di quelli che sono considerati i mandanti dell’attentato. Importanti novità nell’inchiesta che si è sviluppata dopo l’attentato della scorsa estate in pieno centro a Lecce, quando, nella notte tra l’1 ed il 2 agosto, l’esplosione di una bomba provocò la distruzione del negozio “Sogni” di via Imbriani e la morte di Michele De Matteis, 32enne Lecce, che sarebbe stato ingaggiato per compiere l’attentato ma che nella scoppio perse la vita. Le ordinanze sono state autorizzate dal gip di Lecce Nicola Lariccia che ha accolto la richiesta del pm Guglielmo Cataldi e sono state indirizzate a Giampiero Schipa, 46enne, leccese, già proprietario dell'esercizio commerciale, della moglie, Maria Speranza Bianco, 37enne di Surbo, e di Gerardo De Angelis, 60enne, di Taranto, titolare del negozio, ma considerato un prestanome. I tre avrebbero agito per intascare il premio assicurativo. 3 agosto 2011 Attentato in via Imbriani, indaga la Procura di Andrea Gabellone Esplode un negozio, “Sogni”, in via Imbriani e nel pieno della serata leccese, con il rischio concreto di strage. E la mattina successiva, ieri, i vigili del fuoco hanno estratto dalle macerie il corpo di quello che probabilmente è l'attentatore, Michele De Matteis, 32 anni, di Lecce. Mentre si attende di sapere se le videocamere di sorveglianza dei negozi vicini a quello saltato in aria, di proprietà del tarantino Gennaro De Angelis, 60 anni, il questore di Lecce, Vincenzo Carella, ha effettuato un sopralluogo nella zona dell'esplosione, insieme al procuratore capo Cataldo Motta ed al sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. L'inferno di fuoco e fumo si sarebbe scatenato – ma tutto è ancora da accertare – a causa di un liquido infiammabile. Mentre l'attentatore piazzava la bomba, insomma, sarebbe stato colto di sorpresa da un'esplosione improvvisa e violentissima, che lo ha ucciso. Fino alla tarda mattinata di ieri, i vigili del fuoco – schermati da carabinieri e Polizia accorsi sul posto anche per impedire che curiosi e passanti intralciassero le operazioni di recupero del cadavere di De Matteis – hanno battuto palmo a palmo il locale per verificare che non vi fossero altri morti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura, non tralascerà nessuna pista, a partire da quella del racket delle estorsioni e dell'usura, comunque relativa ad interessi economici legati all'attività commerciale di De Angelis. 2 agosto 2011 Bomba a Lecce: un morto tra le macerie Questa mattina, dopo lunghe operazioni di recupero, è stato estratto dalle macerie il corpo carbonizzato di Michele de Matteis, 35 anni, di Lecce. Il cadavere è stato avvistato in prima mattinata, ma per estrarlo ci sono volute diverse ore e molta cautela. Le prime ipotesi degli inquirenti parlerebbero di un incidente durante la costruzione dell'ordigno. 2 agosto 2011 Bomba criminale nel centro di Lecce Una deflagrazione fuori dal comune, poi fiamme e fumo. La bomba che ha colpito un negozio di articoli da regalo – già vittima di un episodio analogo in passato – in via Imbriani a Lecce è scoppiata poco dopo la mezzanotte. Lo scenario, subito dopo, appare come proprio di una guerra: le sirene di vigili del fuoco, polizia e ambulanze si muovono nel buio mentre si cerca di portare in salvo alcune famiglie intrappolate nelle loro case.

La portata dell'ordigno ha completamente devastato l'esercizio commerciale danneggiando gravemente automobili e negozi circostanti. Alcuni testimoni raccontano di aver visto le fiamme arrivare fino al primo piano. Per il momento, si ha solo notizia di un ferito tra i pompieri; sarebbe caduto attraverso una voragine apertasi in una grata durante le operazioni di spegnimento dell'incendio.

L'entità del disastro ha costretto i vigili del fuoco a dover chiamare in causa anche unità operative di centri limitrofi e, mentre scriviamo, il fumo continua a fuori uscire copioso dall'edificio colpito. Schegge di vetro e residui di ceramica, provenienti dal negozio in questione, sono arrivati ad una trentina di metri, nel cortile dei condomini situati dall'altra parte della strada. Per trarre in salvo una famiglia, i vigili del fuoco sono dovuti ricorrere dapprima alle funi, per calarsi dalla terrazza e in seguito alla scala di un loro automezzo.

Il fatto in sé è inqualificabile, ma la gravità inaudita è data dall'orario dell'esplosione, visti il punto centrale della città e il periodo dell'anno. Non ci sorprenderemmo se l'eventuale capo d'imputazione nei confronti di questi criminali fosse “tentata strage”.

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