Michele Emiliano: caccia grossa in IdV

Tutto pronto per il partito Emiliano per la Puglia che parte col piede sbagliato: fa incetta di vecchi tromboni provenienti da altri partiti

Michele Emiliano, 52 anni, sposato con tre figli, figlio di un calciatore professionista, dal 2004 è sindaco di Bari avendo stravinto due sfide elettorali per il centrosinistra. E' stato un valido magistrato antimafia, avendo collaborato da giovanissimo in Sicilia con Falcone e Livatino, fino all'incarico di sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari. Anche nella politica gioca in un ruolo di primo piano: nel 2007 è eletto segretario regionale del Partito Democratico, ma i rapporti col PD diventano sempre più problematici: dal dualismo con Boccia per la sfida a Vendola nelle primarie, fino alla recente umiliazione della mancata nomina a presidente dell'ANCI a favore del sindaco di Reggio Emilia (che beffa per un “emiliano”). Oggi Michele Emiliano è a metà del guado rispetto al suo partito di originaria appartenenza. Anche se nega di “voler fare concorrenza ai partiti con movimenti personalistici” il suo «Emiliano per la Puglia» è già ai blocchi di partenza e sta lavorando a livello nazionale per un partito dei sindaci coinvolgendo gli altri sindaci di centrosinistra più amati d'Italia: Vincenzo De Luca di Salerno e Luigi De Magistris di Napoli. Intanto in Puglia fa campagna acquisti nell'Italia dei Valori: il consigliere regionale Orazio Schiavone, sfiduciato dal commissario IDV Augusto Di Stanislao (evidentemente con buone ragioni) sta già negoziando il suo salto della quaglia verso Emiliano, in compagnia degli altri due consiglieri regionali IdV Patrizio Mazza e il salentino Aurelio Gianfreda (già dimissionario dal gruppo a seguito del suo coinvolgimento in un'indagine per pedopornografia). C'è da capire quanto questo svuotamento di Idv verso Emiliano avvantaggi il sindaco di Bari e quanto invece Di Pietro e Di Stanislao, già scottati dalla “sindrome di Scilipoti”, si stiano liberando serenamente di questi portatori di voti senza idee né morale.

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