Pdl-Io Sud. Poli: ‘Non pongo veti’

Lecce. La leader di Io Sud scrive all’ex ministro Fitto di essere disposta a valutare un’alleanza anche a Lecce

LECCE – Raffaele Fitto chiama, Adriana Poli Bortone risponde. In nome dei valori che accomunano Pdl ed Io Sud. In nome della spinta meridionalista ed in nome del prezioso apporto che una “forza territoriale” può fornire ad un partito nazionale. La leader di Io Sud scrive una lettera aperta all’ex ministro Fitto sostenitore dell'alleanza tra i due partiti e dice di non aver mai dimenticato di essere una donna di destra. Dice anche di più: addirittura di essere pronta a fare lo sforzo di verificare la “reale fattibilità della condivisione di progetti, programmi ed esperienze di governo territoriale”. E ciò, aggiunge, persino a Lecce. In cambio chiede lealtà, rispetto dei ruoli e condivisione dei programmi. L’alleanza Poli-Perrone insomma viene decisa da Poli-Fitto. Ed ancora una volta il coltello dalla parte del manico ce l’ha la senatrice. Perrone, dal canto suo, ammorbidisce la sua posizione. L’esito delle Primarie gli ha forse fatto ricordare il gusto della vittoria. Ecco la lettera di Poli Bortone a Fitto. Caro Raffaele, rispondo alla tua lettera aperta, che non mi lascia indifferente, con alcune riflessioni che voglio anch’io affidare, attraverso i canali dell’informazione, a quel popolo salentino che in molte occasioni ci ha generosamente sostenuto, spesso ci ha amato, anche oltre le nostre stesse aspettative, e qualche volta non ci ha compreso. E’ il popolo che ha salutato con entusiasmo quella straordinaria stagione di crescita, vissuta da questo lembo di terra salentina e pugliese, della quale siamo stati protagonisti assieme a tantissimi nostri amici e alle rispettive comunità umane e politiche. E’ il popolo che ci ha regalato le più grandi soddisfazioni, non solo perché ci ha dato la responsabilità e l’onore di essere parte, ai massimi livelli, del governo del territorio e della nazione, ma soprattutto perché quel popolo ha voluto essere in sintonia con i valori e i progetti ai quali ciascuno di noi crede e per i quali molte generazioni si sono battute. Sono, per quanto mi riguarda, quei valori di destra che non ho mai rinnegato e che si coniugano naturalmente con l’orgoglio dell’appartenenza, la tenacia del coraggio, il calore della passione, la forza dell’onestà. E’ in nome di quei valori che rispondo alla tua lettera aperta, condividendone lo spirito. Nel recente passato i nostri partiti si sono trovati su posizioni politiche distinte e talvolta contrapposte. Le polemiche, anche aspre, che hanno caratterizzato i confronti tra i nostri partiti sono state il frutto di distinte impostazioni politiche e di specifiche sensibilità che sono state amplificate soprattutto sui temi della questione meridionale e su particolari vicende della politica cittadina. Ma è giusto anche riconoscere che tali polemiche sono state talvolta alimentate da contrapposizioni di altro tipo sulle quali hanno travato facile giovamento i tradizionali nostri avversari politici. Per questa ragione mi sento di condividere la necessità, da te espressa, di superare le logiche della sterile contrapposizione per recuperare invece il livello del sano e costruttivo confronto tra forze politiche diverse che sentono tuttavia il peso di un bagaglio di comuni riferimenti. Nella tua lettera aperta intravedo il riconoscimento della dignità del progetto meridionalista per il quale mi batto da tre anni e dell’utilità dell’apporto di una forza territoriale, nella logica di una corretta politica delle alleanze che un partito nazionale come il Pdl vuole utilmente porre in essere. E’ di tutta evidenza come questo riconoscimento sia fondamentale per poter rispondere positivamente a quella che tu chiami la sollecitazione del popolo di centrodestra. Sulla base di questi presupposti politici ritengo che possiamo reciprocamente verificare la reale fattibilità della condivisione di progetti, programmi ed esperienze di governo territoriale e ciò anche con riferimento alla città di Lecce dove, evidentemente, è richiesto un maggiore sforzo. Per quanto mi riguarda non pongo veti. Non ne ho mai posti, neanche quando ho avuto l’impressione di subirli. Chiedo però il rispetto dei ruoli, il riconoscimento della dignità, la pratica della lealtà, la condivisione dei programmi, tutti fattori indispensabili per assicurare stabilità ed efficacia dell’azione amministrativa. Caro Raffaele, se ci guardiamo indietro scopriamo che questo nostro lembo di terra, negli ultimi quindici anni, ha fatto notevoli progressi grazie anche alla capacità di governo che le nostre comunità umane e politiche hanno saputo porre in essere. Se però guardiamo in avanti ci rendiamo conto che c’è ancora molta strada da fare. Anche per questo sento forte l’onere, assieme con tutto il mio partito, di non sottrarmi alla doverosa assunzione di responsabilità. Adriana Poli Bortone

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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