Consigliera di Parità. Il Tar: 'Attendere la nomina del ministero'

Lecce. Il Tar respinge il ricorso di tre aspiranti consigliere. Il provvedimento di nomina spetta al ministero quindi quello di Gabellone non si può impugnare

LECCE – La consigliera di Parità designata dalla Provincia di Lecce era e resta l’avvocata Fabiana Abadessa. Lo ha stabilito la II sezione del Tar di Lecce che con una sentenza emessa ieri ha respinto il ricorso proposto da tre aspiranti alla carica di consigliera di Parità volto all’anamento del decreto del 30 marzo 2011 con il quale il presidente Antonio Gabellone delegava Abadessa. Il giudice amministrativo, accogliendo le eccezioni difensive formulate dall’avvocato Francesco Baldassarre, legale della Consigliera designata, e dall’ufficio legale della Provincia, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalle tre concorrenti, stabilendo che il procedimento di nomina si perfeziona soltanto con il decreto del Ministero del Lavoro, e quindi il provvedimento adottato dal presidente della Provincia di Lecce non è lesivo e non è autonomamente impugnabile. Si tratta di un endoprocedimento per cui il Tar non entra nel merito ma dice che, dal momento che il provvedimento di Gabellone non ha valore fino a che la nomina della consigliera non sia arrivata dal Ministero, non ci si può appellare a quella designazione, nma è necessario attendere la nomina ufficiale. A questo punto spetta al Ministero del Lavoro adottare in tempi brevi il decreto di nomina recependo la designazione effettuata dalla Provincia di Lecce, e porre finalmente fine ad una situazione di incertezza e di paralisi amministrativa che dura ormai da un anno, consentendo alla nuova consigliera di entrare ufficialmente in carica. L’incarico di consigliera di Parità nelle precedenti Amministrazioni guidate da Ria e Pellegrino era stato ricoperto per due mandati da Serenella Molendini. Nei mesi scorsi, sulla questione della nomina di Abadessa quale consigliera di Parità era intervenuto il gruppo provinciale del Pd che aveva sottolineato l’inopportunità che l’avvocata si presentasse in cerimonie pubbliche quale consigliera, non avendo ricevuto ancora la nomina ufficiale dal ministero, ma essendo solo stata designata dal presidente Gabellone. A distanza di quasi un anno da quella nota le cose sono rimaste invariate.

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