Un anno dalla scomparsa di Carlà. Il ricordo del Pd

Cavallino. Una messa e poi l’intitolazione del circolo cittadino del partito a suo nome

CAVALLINO – Il 24 febbraio 2011 moriva Fernando Carlà, uomo del Pci, poi Pds, Ds e infine Pd. In occasione del primo anniversario della sua scomparsa, il Coordinamento provinciale del Pd di Lecce ed il Circolo Pd di Cavallino e Castromediano hanno deciso di dedicare un affettuoso ricordo “alla sua semplicità umana – si legge in una nota – ed alla sua capacità di interpretare con passione la politica nel senso più autentico”. Così domani alle ore 17.30, verrà celebrata una messa in suo ricordo nella chiesa di Maria SS. Assunta a Cavallino. E alle 19.00, dopo una breve cerimonia presso la Galleria di Palazzo Ducale, sarà intitolato a suo nome il Circolo Pd di Cavallino e Castromediano, di via Gorgoni 14 a Cavallino. Ecco il ricordo di Paola Trotta: “E' passato un anno, e ognuno a modo suo ha portato Fernando Carlà, tesoriere del Pd e amico di molti, vivo con se nella propria quotidianità, e chi prima, chi dopo è arrivato ad un punto, ha accettato la sua mancanza fisica, si è fermato, ed ha fatto un passo indietro per fare spazio solo al buono che ci ha lasciato in eredità. Ai giovani tanti insegnamenti di cui fanno tesoro, l'esempio inconsapevole di vivere ed operare “dietro le quinte” con coerenza, concretezza ed umiltà. In questa campagna elettorale, la sua assenza rimbomba, il suo operato ha fatto scuola, una presenza certa, silente, costante, fidata che tutti vorrebbero e che tanti hanno avuto la fortuna di godere. Certo, c'è l'amarezza di non averlo accanto, ma è vivo nei ricordi con aneddoti, episodi, battute che tutti snocciolano come ciliegie, una tira l'altra, rosse e buone… come lui! Il tempo, invece di indebolire la nostalgia per una persona ricca di valori, amato sia nel pubblico che nel privato, ha rafforzato la convinzione che gli ideali sono preziose eredità da manovrare con cura. Che Fernando fosse un uomo legato alla famiglia, al lavoro, di grande apertura mentale e di grande spessore umano era risaputo da tutti, riusciva a dialogare con chiunque, a qualsiasi livello e colore politico, perché nonostante il suo aspetto serioso e il suo essere schietto, la sua disponibilità al dialogo riduceva le distanze. Ed ora seduto lassù, in un'osteria, guardandoci starà dicendo: “Tuttu stu fastidiu bu iti pigghiatu?”. Beh si, permetti? Hai sempre fatto tanto tu per tutti…ora tocca noi! Ciao Fernando!”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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