Droga dello stupro. ‘Mi serviva per non bere'

Lecce. Il Riesame accoglie l’istanza di scarcerazione del legale di Stefano Manisco, arrestato l’8 febbraio

LECCE – Non è certo che il mezzo litro di ecstasy liquida – comunemente conosciuta come “droga dello stupro” – che Stefano Manisco, 46enne di Galatone, si è fatto recapitare direttamente a casa dall’Olanda, servisse per lo spaccio. Viene anata, dunque, l’ordinanza di custodia cautelare. Lo hanno stabilito i giudici del tribunale del Riesame sulla base del ricorso presentato dall’avvocato del 46enne, Alessandro Stomeo. Manisco era stato arrestato l’8 febbraio scorso; i finanzieri gli avevano teso un tranello, spacciandosi per corrieri e consegnandogli direttamente a casa il pacco che lui stesso confessò di attendere da tempo. Ma ai giudici del Riesame, Manisco ha dichiarato di non aver ordinato la sostanza per spacciarla, ma per consumo personale, stando ad una cura “fai da te” che l’operaio aveva intrapreso, senza alcun consiglio medico, per limitare il consumo di alcol. L’uomo ha anche esibito documentazione sanitaria dalla quale emerge che tempo fa era stato ricoverato per un’intossicazione da quella sostanza. 9 febbraio 2012 Si fingono corrieri, sono finanzieri. Arrestato con la ‘droga dello stupro’ GALATONE – La chiamano la “droga dello stupro”. Ed il nome è tutto un programma: il giorno dopo averla assunta non si ricorda più a di ciò che è avvenuto. Si può dunque abusare di chiunque senza che questi ne abbia memoria. Tecnicamente il suo nome è Gbl, una variante ancora più potente del Ghb. Si tratta di un solvente liquido, utilizzato nell’industria. Un 47enne di Galatone, Stefano Manisco, è finito nella trappola Gruppo Operativo Antidroga (Goa) della Guardia di finanza di Lecce, informata dai colleghi di Milano che un pacco contenente la pericolosa sostanza stava per raggiungere la cittadina salentina. Così hanno suonato a casa di Manisco fingendosi corrieri e comunicando di dover consegnare un plico. Lui, ignaro di trovarsi davanti alle fiamme gialle, è sceso per firmare la bolla di consegna, ammettendo di essere in attesa di quell’involucro e dichiarando in tal modo, senza saperlo, la propria colpevolezza. Il pacco tanto atteso conteneva 500 millilitri di Gbl, una quantità che al 47enne sarebbe costata 200 euro circa; sul mercato avrebbe potuto moltiplicarsi in un migliaio di dosi. L’uomo è finito in manette.

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