Taurisano, due poli in uno. ‘Saggia decisione di Vendola’

Taurisano. Antonio Montonato, del movimento “Nuova Italia” plaude alla decisione della Regione di accorpare tutte le scuole in un unico istituto comprensivo

TAURISANO – Finalmente i nostri amministratori lo hanno capito. Così avevamo iniziato l’articolo “A Taurisano: Unico Istituto Comprensivo Statale” pubblicato sul nostro giornalino de “La Città di Taurisano” a dicembre 2011. Dopo la delibera di giunta n.170 del 14 novembre scorso, con la quale la giunta si era pronunciata a favore all’accorpamento in un unico Istituto Comprensivo Statale della rete scolastica di Taurisano, il cui parere è vincolante, e il parere obbligatorio, ma non vincolante, dei due istituti comprensivi, primo e secondo polo, e della Provincia, eravamo in attesa della decisione finale da parte della Regionale Puglia. Decisione che è arrivata mercoledì 25 gennaio scorso. Il governatore Vendola ha espresso parere favorevole all’accorpamento. Con questa decisione si pone fine ad una diatriba che ormai era diventata insostenibile. Una vittoria per il movimento politico “Nuova Italia”, che in tempi non sospetti si è battuto per questa soluzione, soprattutto per due motivi: a) nelle nostre scuole, a fronte di una capacità di 124 aule ne vengono utilizzate soltanto 74 con conseguente sperpero di denaro che non abbiamo per mantenere“in piedi” istituti semi vuoti; b) occorreva porre fine ad una serie di storture lamentate dalla comunità locale, sia negli anni passati che di recente. Storture che, di fatto, hanno ingenerato la convinzione dell’esistenza a Taurisano di una scuola secondaria con alunni di serie A e di serie B. A a sono valse le pressioni e i viaggi a Bari di quegli stessi personaggi che hanno dato vita ad una situazione oramai insostenibile nella nostra cittadina. Il governatore Vendola ha preso in mano personalmente “il caso Taurisano” e ha voluto vederci chiaro, soprattutto dopo le nostre segnalazioni a tutti gli organi preposti. Grazie Governatore Vendola! Antonio Montonato “Nuova Italia”

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