Lotta al lavoro irregolare. Blitz degli ispettori in mezzo Salento

Lecce. 19 aziende controllate, 31 lavoratori in nero, tra cui un minore di 15 anni

LECCE – Continua l’attività di contrasto al lavoro nero e agli altri fenomeni elusivi della normativa sul lavoro degli organi della Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce diretti e coordinati da Virginio Villanova. A conclusione dell’attività ispettiva della scorsa settimana, gli ispettori del lavoro e i carabinieri del Nil, hanno effettuato un serie di controlli “mirati”, sulla scorta di precise segnalazioni giunte all’Ispettorato del Lavoro che si sono rivelate tutte fondate. Molte sono state infatti le denunce, alcune delle quali anonime, giunte negli ultimi giorni sui tavoli dei funzionari ispettivi, che informavano di una particolare recrudescenza del fenomeno del lavoro nero. Denunce e segnalazione che puntualmente sono state riscontrate nel corso delle ispezioni e che non hanno fatto altro che confermare il “trend” dello scorso anno, nel corso del quale sono state sospese ben 473 attività imprenditoriali per le quali i rispettivi titolari avevano fatto ricorso al lavoro nero. Nella settimana che si è appena conclusa, funzionari e Carabinieri del Nil hanno proceduto al controllo di cantieri, officine, esercizi pubblici, aziende metalmeccaniche e di servizi, ubicati nel capoluogo e nei Comuni di Caprarica, Lizzanello, Cavallino, Squinzano, Trepuzzi, Copertino, Tricase, Casarano, Maglie e San Cassiano, per un totale di 19 aziende ispezionate e 31 lavoratori “in nero” identificati, fra cui un minore di 15 anni. Per questo ultimo il datore di lavoro ed i genitori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente, per carenza del requisito dell’età minima necessaria per essere ammesso al lavoro. Una situazione particolarmente grave sotto l’aspetto dell’assenza di una seppur minima tutela della legalità, riguarda l’attività di due cantieri edili ispezionati nel comune di Trepuzzi, dove il personale della Direzione Territoriale del Lavoro di Lecce ha identificato dieci operai “in nero” su dieci lavoratori occupati, cinque per ciascun sito lavorativo. Entrambi i cantieri sono stati immediatamente sospesi dagli ispettori e la ripresa dell’attività imprenditoriale subordinata alla regolarizzazione della posizione occupazionale dei lavoratori. Altri quattro lavoratori “in nero” su sei occupati, sono stati identificati all’interno di una fabbrica di componenti per ascensori, per i quali sono ancora in corso ulteriori indagini da parte degli ispettori, che accerteranno l’eventuale percezione indebita da parte dei dipendenti di indennità di sostegno al reddito, con la complicità da parte del datore di lavoro. Nove in tutto le aziende per le quali si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale, per aver occupato personale “in nero” in misura superiore al 20% di quello presente sul luogo di lavoro. 133 gli illeciti amministrativi al momento accertati, per violazioni inerenti la normativa sul lavoro nero, la irregolare tenuta del Libro Unico del Lavoro, la inosservanza della consegna dei tesserini di riconoscimento ed altro, per un importo complessivo di 132.914,50 euro. Altre violazioni, ipotizzano gli ispettori, potranno essere accertate nel prosieguo delle indagini. Le aziende irregolari sono tutte state segnalate alla Guardia di Finanza, all’Inps e all’Inail, per i provvedimenti di competenza.

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