I rettori del Sud al ministro: ‘Contributi più equi’

Roma. In una lettera al ministro chiedono di ridistribuire le quote del Fondo di funzionamento ordinario

ROMA – Introdurre un contributo standard per studente sull’intero territorio nazionale, per uniformare la distribuzione della cosiddetta “quota storica” del F.F.O., il Fondo di funzionamento ordinario che il Governo assegna ai singoli Atenei; stabilire criteri di valutazione della premialità equi, condivisi con la comunità accademica, preventivamente noti e stabili nel tempo; intanto, sospendere l’applicazione della quota premiale del F.F.O. 2012, per evitare nuove discriminazioni tra Atenei e tra territori. Sono le richieste che i rettori della Federazione del Sistema universitario lucano-molisano-pugliese Domenico Laforgia (Università del Salento), Corrado Petrocelli (Università di Bari), Nicola Costantino (Politecnico di Bari), Giuliano Volpe (Università di Foggia), Mauro Fiorentino (Università della Basilicata), Giovanni Cannata (Università del Molise), hanno avanzato al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, chiamato in causa per trovare soluzione a quella che è sembrata, negli anni, una differenza di trattamento tra nell’erogazione dei contributi tra gli Atenei del Nord e del Sud. “Dei 27 atenei centro-meridionali – si legge nella lettera – solo due appaiono, peraltro piuttosto marginalmente, ‘virtuosi’, mentre delle 27 università del centro-nord ben 23 rientrano in questa ‘fortunata’ categoria”. Secondo i rettori delle Università del Sud, inoltre, la ripartizione dei finanziamenti agli Atenei si baserebbe su criteri stabiliti prima ancora che venisse introdotta la misura della meritocrazia e dunque avrebbe di fatto favorito non effettivamente gli studenti più bravi, ma gli studenti del Nord. In tal modo, creando delle condizioni “storiche” di vantaggio rispetto agli studenti del Sud. “Il Fondo ‘storicamente’ assegnato dal Ministero ai singoli atenei – continua la nota – infatti, presenta differenze e sperequazioni assolutamente ingiustificabili, se è vero che l’università meglio finanziata riceve (dati 2010) quasi 6.500 euro a studente, mentre la meno supportata deve accontentarsi di poco più di 2.200 euro, di circa un terzo, cioè. Come a Lei è ben noto, tali differenze hanno origini, appunto, ‘storiche’, di molto precedenti alla recente introduzione di criteri meritocratici di premialità, configurandosi quindi come vere e proprie, ingiustificabili, sperequazioni. E’ evidente che, a fronte di premesse così differenziate, i risultati delle valutazioni di merito sui risultati conseguiti non possono che risentire delle differenti condizioni di partenza”. Una oggettiva discriminazione che ora starebbe mettendo a rischio la stessa sopravvivenza del sistema universitario nazionale. In allegato la lettera inviata al ministro.

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