Paolo Perrone, ascesa e discesa

Dall'antagonismo con Adriana Poli Bortone a quello con Paolo Pagliaro: Perrone accetterà le 'primarie azzurre'?

Paolo Perrone, 45 anni, padre della piccola Marta e figlio del costruttore democristiano Enzo Perrone (eletto deputato nel 1992), è uno dei frutti migliori del capoluogo salentino. Laurea in Bocconi col massimo dei voti, Master in università internazionali, insegnamento all’Università di Lecce, iscrizione all’Albo dei Commercialisti, manager di importanti società locali. E’ bello, ricco e famoso quando decide di scendere in politica nel 1998; viene subito eletto consigliere al Comune di Lecce nelle fila di Forza Italia con 542 voti, ottenendo subito da Adriana Poli Bortone l’assessorato al Bilancio più altre deleghe (incluso, misteriosamente, le pari opportunità). Nel 2002 viene rieletto trionfalmente con ben 1505 preferenze e stavolta la Poli lo indica come vicesindaco e gli affida i Lavori pubblici. Due anni più tardi è il più suffragato fra tutti i candidati del centrodestra nelle elezioni provinciali. Nel maggio 2007 il duo Poli Bortone-Perrone vince nuovamente le elezioni. Perrone è eletto sindaco di Lecce con il 56,21% delle preferenze. Poi inizia il declino suo personale e della sua città: la rottura con la Poli, gli scandali di Via Brenta, Boc e Filobus, il tracollo dei conti pubblici che portano Lecce sull’orlo del dissesto. Oggi, per ottenere il secondo mandato, deve scendere a patti coll’editore televisivo Paolo Pagliaro, stretto d’assedio tra i “mantovani”, l’arcinemica Poli Bortone e una candidata forte a sinistra. Un politico di spessore è tale se lo sono anche i suoi antagonisti. Accettando la farsa delle primarie della destra, Perrone inaugurerebbe una campagna elettorale da perdente. Al contrario, da sindaco uscente, è il candidato naturale per la riconferma. Che non dovrebbe farsi da parte, men che meno se gli viene intimato da un fantomatico movimento di una fantomatica regione.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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