Ha ucciso il figlio. Le analisi: 'Aveva bevuto'

Guagnano. Altre analisi dovranno appurare se l'anziano avesse assunto anche altre sostanze

GUAGNANO – Il tasso di alcol nel sangue di Enzo Caretto era più di tre volte il consentito. E' ciò che emerso stamattina dalle analisi cui è stato sottoposto il 70enne, che ieri in preda ad un raptus ha ucciso il figlio Giovanni, 32enne, con una coltellata nel costato. Quando sono giunti sul posto, appena dopo l'accaduto, i militari hanno trovato l'anziano in preda ad un delirio misto ad esaltazione, nel cortile che si affaccia sulla via. Necessario il trasporto al “Vito Fazzi” di Lecce, per alcune analisi e per stabilire se abbia assunto altre sostanze, oltre ad alcool. 24 gennaio 2012 Lite in famiglia. Padre uccide il figlio GUAGNANO – E’ stato un raptus. Una questione di pochi secondi. E poi la tragedia, irrimediabile. Guagnano è sconvolta. Senza parole davanti ad una storia che non si può spiegare. Un giovane di 32 anni, Giovanni Caretto, è morto dopo una coltellata inferta dal padre. Lui, l’anziano, Enzo Caretto, 70 anni e alle spalle una vita da operaio per la Fiat-Hitachi, era solito agli atteggiamenti violenti; era infatti già stato segnalato ai servizi sociali dai carabinieri della stazione locale, che quel luogo conoscevano bene per esserci andati più volte, nel tempo. Nella sua casa di via Carlo Alberto Dalla Chiesa non era strano sentirlo urlare. Ed anche usare toni poco consoni nei confronti dei familiari. Soprattutto per via dell’alcol, di cui il pensionato faceva abuso. Ieri l’ennesimo episodio. La madre ha chiamato i carabinieri, ma troppo tardi. Giovanni, un impiego da operaio presso il cinema “Multisala” di Surbo, dalla sua stanza, ieri, ha sentito il padre inveire contro la madre; così si è alzato, per verificare che cosa stesse accadendo. Anche perché la donna ha difficoltà nella deambulazione e la sorella maggiore problemi di salute. Il 32enne è arrivato in cucina dove si stava consumando l’ennesima lite. Ha incrociato lo sguardo del padre, con l’intenzione di bloccarlo. Ma non ha fatto in tempo. In un attimo il coltello che il padre aveva in mano ha affondato nel costato destro. Il giovane si è accasciato al suolo in una pozza di sangue ed è spirato poco dopo. La prima ipotesi: collasso cardiorespiratorio e recisione di un grande vaso. La seconda telefonata, al 112, quando i militari erano già per strada, ha annunciato, glaciale, l'epilogo. Quando sul posto sono arrivati i carabinieri ed il personale del 118, attorno alle ore 22.40, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Delle indagini si occupano i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Simone Puglisi e dal tenente Giovanni Carlo Porta. Si dovrà ricostruire nel dettaglio una dinamica che appare, comunque, già piuttosto chiara, per un dramma maturato in un contesto di difficoltà e degrado. Sul posto, nella notte, sono intervenuti anche gli uomini della sezione rilievi del Nucleo Investigativo. Il fascicolo d'indagine è in mano al pubblico ministero Francesca Miglietta, che nelle prossime ore disporrà l'autopsia sul cadavere, affidandola al medico legale Roberto Vaglio.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!