Tassa di soggiorno turistico: non più di 5 euro al giorno

Lecce. La tassa si pagherà dal primo aprile al 30 settembre. Pacella:‘E’ già pronta la bozza’

E’ già pronta la bozza del «Regolamento provinciale unico sull’imposta di soggiorno». Nei giorni scorsi, l’assessore al Turismo e marketing della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, ha incontrato le associazioni di categoria (Assoindustria, Confesercenti, Federalberghi, Confcommercio, Confturismo) ed alcuni sindaci dei Comuni salentini per discutere dell'eventuale istituzione del nuovo tributo. Nel corso dell’incontro, sono state vagliate numerose ipotesi e sono stati indicati gli ambiti di applicazione, individuando, altresì, le possibili esenzioni. L’assessore Pacella ha precisato che l’imposta di soggiorno non deve essere considerata come l’ennesimo balzello a vantaggio degli enti locali, bensì una «tassa di scopo» destinata al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi da offrire ai turisti. Il Regolamento, stilato adesso in forma embrionale, dovrà essere poi adottato dalle singole amministrazioni comunali, in base alle diverse specificità territoriali, senza però stravolgere l’impianto generale, al fine di evitare errate interpretazioni nell’applicazione dell’imposta e limitare l’eccessiva discrezionalità dei Comuni che potrebbe creare non poca confusione. Da qui l’esigenza di un regolamento unico e valido per l’intera provincia di Lecce. Si compone di ben 14 articoli e riguarda tutte le strutture alberghiere e extra alberghiere, tra cui agriturismi, affittacamere, bed & breakfast, campeggi, ostelli per la gioventù e non solo. «Il motivo per il quale ho ritenuto opportuno proporre un regolamento unico – spiega Pacella – nasce dalla considerazione di voler supportare gli enti locali nell'eventuale istituzione dell'imposta di soggiorno. Avendo riscontrato che alcuni Comuni hanno già adottato delibere in materia senza, però, alcun raccordo tra di essi ed avendo a cuore la maggiore crescita dei flussi turistici nel Salento, non ho potuto fare a meno di intervenire per mediare le diverse posizioni. Da un lato – sottolinea l'assessore – ci sono le organizzazioni di categoria che si dicono contrarie all'imposta, dall'altro, i municipi che hanno necessità di rimpinguare le proprie casse fortemente penalizzate dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Inoltre – aggiunge Pacella – con l'intento di rendere le politiche di sviluppo turistico quanto più omogenee possibili, onde evitare l'eccessiva discrezionalità dei Comuni e gli elementi distorsivi della concorrenza dell'imposta, è stato redatto un solo regolamento che, mi auguro, possa valere per tutti. Altrimenti – fa notare Pacella – alcune strutture ricettive potrebbero avvantaggiarsi se un Comune decide di applicare una tassazione più bassa rispetto ad altri limitrofi dove la tariffazione potrebbe essere più alta. Per queste ragioni – puntualizza l'assessore – dopo una qualificata ed approfondita discussione con le organizzazioni di categoria ed alcuni sindaci, ho abbozzato un regolamento che possa tenere conto di tutti questi aspetti e potesse vincolare le somme raccolte per finanziare interventi a favore del turismo, tra cui la ristrutturazione e l'adeguamento delle strutture e dei servizi turistici, la manutenzione e il recupero dei beni culturali paesaggistici e ambientali, lo sviluppo dei punti di accoglienza ed informazione, la promozione di progetti rivolti alla formazione e all'aggiornamento delle figure professionali, la nascita di itinerari tematici e circuiti d'eccellenza. L'obiettivo finale – conclude Pacella – è quello che tutti gli stakeholders (istituzioni, organizzazioni di categoria, operatori singoli) possano compartecipare, in maniera sinergica, a migliorare ed a pianificare tutti gli interventi e i servizi utili per un turismo di qualità». La tassa sarà dovuta solo nel periodo compreso dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno e non potrà essere superiore a cinque euro per ogni persona e per ogni notte di soggiorno. L’assessore Pacella suggerisce ai Comuni di applicarla «secondo criteri di gradualità in proporzione alla classificazione della struttura», a partire da mezzo euro per le categorie medio basse sino ad un euro e mezzo per gli alberghi a cinque stelle. Il regolamento prevede che la tassa sarà dovuta da ciascuna persona per ogni notte di soggiorno, fino ad un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nei campeggi e di sette consecutivi nelle altre strutture ricettive. Saranno, però, esentati i minori fino a dodici anni, gli anziani di età superiore a 67 anni, gli autisti dei pullman e gli accompagnatori, i portatori di handicap non autosufficienti e le forze dell’ordine in servizio. Con il compito di individuare le migliori e le più utili destinazioni delle somme raccolte alla promozione del territorio e delle imprese del settore e al fine di monitorare la spesa sostenuta per gli interventi in materia turistica, il regolamento prevede l'istituzione di una «consulta permanente comunale» e di una provinciale, composta dagli assessori al ramo e dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria. Sono previste sanzioni amministrative pari al trenta per cento dell’importo dovuto e non versato. Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione da parte del gestore si applica un’ammenda da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro. La mancata esibizione della documentazione comporta una pena pecuniaria da un minimo di 25 ad un massimo di 250 euro per ciascun caso.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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