Più infrastrutture immateriali

Lecce. Ecco la domanda di Franco Ungaro ai candidati alle Primarie

LECCE – Ecco quali sono le esigenze del settore cultura, secondo Franco Ungaro, dei Cangtieri teatrali Koreja. Ed ecco la domanda che l’opinion leader rivolge loro. Grazie alla bellezza del barocco e del suo centro storico Lecce è attrattiva dal punto di vista turistico. Non lo è dal punto di vista culturale perché debole è la sua infrastrutturazione immateriale con musei, teatri, biblioteche, imprese, associazioni, programmazioni che non riescono a diventare attrattori in una vera città d'arte e di cultura. Che cosa intendete concretamente fare sul piano della governance dei processi culturali? Come valorizzare i tanti contenitori e le risorse culturali della città? Quali atti amministrativi concreti prenderete se sarete eletti sindaci? Quante risorse finanziarie pensate siano necessarie nel bilancio in una città d'arte e cultura come dovrebbe essere Lecce? // Una vera programmazione culturale Loredana Capone “E’ necessario uscire dalla situazione attuale, priva di programmazione, con eventi estemporanei in cui la cultura sembra essere patrimonio solo di alcuni: degli “unti”. La Consulta permanente degli operatori culturali è un elemento indispensabile della governance perché è uno strumento di partecipazione, collaborazione e condivisione delle scelte amministrative in materia di politiche culturali. Così come è indispensabile la collaborazione con gli altri Enti che contribuiscono alle politiche culturali: Provincia, Regione, Accademia di Belle Arti, Sovrintendenza, scuole, imprese, associazioni. Nella città di Lecce esistono molti contenitori e risorse culturali, occorre una programmazione che renda fruibili i primi e valorizzi le seconde perché si possa, da un lato, promuovere il bisogno di cultura universale e dall'altro investire nell'economia della cultura. A tal fine sono necessari regolamenti, bandi: procedure trasparenti per la gestione dei progetti, delle risorse e della fruizione degli spazi urbani. Per raggiungere questi obiettivi è necessario investire risorse economiche molte delle quali sono acquisibili attraverso progetti europei. Solo così si può arricchire il bilancio autonomo del Comune oggi assai povero e si può collegare Lecce a reti culturali europee. La spesa pubblica per la cultura deve avvicinarsi progressivamente ai livelli europei: l’Unione europea ha rilevato che le industrie culturali e creative rappresentano uno dei settori trainanti del continente e producono il doppio dei ricavi dell’industria automobilistica. Il principio dal quale partire è chiaro: quello in cultura è un investimento”. // Cultura, tutto da fare Carlo Salvemini “In ambito culturale a Lecce è tutto da rifare, o meglio tutto da fare. E’ necessario ridefinire il ruolo stesso di politica della cultura, liberandosi dall’ossessione per gli eventi e per il ‘Cartelloni’ prestando maggiore attenzione alle infrastrutture materiali ed immateriali della cultura. Mi riferisco a tutti quegli spazi che esistono ma che non si valorizzano; ed anche a tutte quelle realtà più o meno grandi, come le associazioni culturali, che dovrebbero essere coinvolte maggiormente ed anzi invogliate a continuare nella loro attività per il bene della città. E’ necessario offrire un utile riferimento alle energie culturali e creative della città. Si può partire con un censimento degli spazi pubblici e delle associazioni culturali per poi strutturare la propria politica culturale con un sistema di regole che faccia riferimento ad una struttura solida e che ‘ragioni’ per progetti e non per idee estemporanee basate sull’occasionalità. Sono d’accordo con Ungaro sull’esigenza di ridefinire le singole voce di spesa del settore. La cultura è diritto di cittadinanza perché offre opportunità concrete a tutta la città”. // Una cultura che parli europeo Sabrina Sansonetti Lecce può innescare circoli virtuosi nella scoperta, valorizzazione e rigenerazione dei talenti senza dover emulare nessuno. Il talento che si annida dietro migliaia di giovani e meno giovani è spesso sterilizzato e deviato, perché si chiede l'omologazione a determinate tendenze, modelli, settori. In campo culturale e artistico, come in altri ambiti della vita sociale. Il talento dei giovani leccesi deve essere rispettato nella sua natura, oltre ogni conformismo: solo così i ragazzi verificheranno che è possibile vivere e lavorare al Sud e che lo si può fare esprimendo i propri talenti ed il proprio stile di vita. Guardiamo al caso di Koreja, un teatro stabile che è fiore all’occhiello per Lecce; da Lecce non hanno avuto adeguata considerazione. Ma la stessa situazione vive la compagnia Astragali e tante altre compagnie di danza e teatro. Lecce si deve dotare di un progetto culturale che valorizzi le sue eccellenze e che chiami alla partecipazione le risorse migliori del territorio, attingendo alle esperienze che dal Salento parlano nel mondo. Il progetto culturale va costruito con un tavolo qualificato e partecipato aperto all'ascolto, ma proiettato in una dimensione nazionale ed europea.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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