Confindustria: aumento elettricità. Ecco quanto peserà sulle aziende

Lecce. Le proiezioni dell'aumento delle bollette dal primo gennaio

LECCE – Desta preoccupazione tra gli industriali il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze che sopprime l’addizionale provinciale. Forte sarebbe l’impatto economico sul sistema industriale salentino. Il 30 dicembre 2011 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato due decreti con i quali, con decorrenza 1° gennaio 2012, si è provveduto ad aumentare l’accisa sull'energia elettrica (allegato I al D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504) a seguito della cessazione dell'applicazione dell'addizionale comunale e della soppressione dell'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica. Per le aziende, secondo una prima stima resa nota da Antonio Corvino, direttore di Confindustria, l’abolizione dell’addizionale provinciale e il conseguente aumento dell’accisa erariale impatterà negativamente sulle bollette. Infatti, a fronte di lievi modifiche per le aziende con consumi inferiori ai 200.000 Kwh (le piccole imprese) e per quelle con consumi superiori a 1.200.000 Kwh (le grandi imprese), la fascia delle medie imprese (con consumi tra i 200.000 e 1.200.000) potrà subire un aumento anche superiore al doppio delle accise fino ad ora pagate. Considerato che il tessuto industriale salentino è costituito in larga parte dalle medie imprese e che da loro provengono prevalentemente i consumi di energia la previsione sta generando grande allarme. In allegato, alcune simulazioni fornite da Confindustria. In particolare, nella tabella 2, l’effetto dell’aumento delle accise porta ad un incremento percentuale sul costo totale della bolletta che va da 0.4% fino ad arrivare anche a più del 5% (fa eccezione l’azienda 1 con consumi superiori a 1.200.000 che risparmierà).

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