Il diario: ‘Sono stata plagiata dall’erborista’

Lecce. Tra gli atti depositati in Procura, anche le rivelazioni dettate in punto di morte dalla donna spinta a curare il tumore con medicine omeopatiche

LECCE – Nelle cinque pagine di diario dettate in punto di morte è appuntato tutto: la scoperta del tumore al seno; il consiglio dell’amica erborista di affidarsi alle cure omeopatiche a base di erbe; le rassicurazioni, davanti ad ogni ecografia, che il problema si stesse risolvendo ed il “nodulo” sciogliendo. E’ stata la stessa donna, una 45enne di Corigliano, deceduta il 16 dicembre scorso per un tumore al seno con metastasi alle ossa, allo stomaco ed al fegato, a ricostruire i fatti. Punto per punto. Fino alla presa di coscienza di essere stata plagiata ed all’amara consapevolezza che il ricovero in ospedale, il 24 novembre, era arrivato troppo tardi, quando ormai non c’era a da fare. Il diario della donna è un importantissimo strumento oggi nella mani del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta che si occupa dell’inchiesta. Fa parte della documentazione depositata in Procura dal marito della paziente, assieme all’esposto-denuncia che ha fatto partire le indagini. Al momento il fascicolo è contro ignoti per l’ipotesi di reato di esercizio abusivo della professione medica. A breve i familiari della donna, attraverso l’avvocato Elio Maggio, presenteranno un’integrazione della denuncia per fornire nuovi elementi. 17 gennaio 2012 Cura il tumore con le erbe. Muore LECCE – Le cure omeopatiche finiscono ancora una volta sotto la lente della Procura. Una donna di Corigliano d’Otranto di 45 anni è deceduta a metà dicembre per un tumore al seno, con metastasi alle ossa, allo stomaco ed al fegato. Secondo il vedovo, che ha sporto denuncia, a causare il decesso sarebbero state le cure, a base di erbe e tisane depurative, suggerite alla moglie da una erborista di un paese vicino a Corigliano. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta che ora dovrà appurare l’effettiva responsabilità dell’erborista sulla scomparsa della 45enne. “Non voglio che altre donne curate dall’erborista facciano la fine di mia moglie”, si legge nella querela-denuncia dell’uomo, che alla Procura ha fornito anche una lista dei farmaci indicati dal medico ed anche di altri pazienti che, come la moglie, avevano scelto di curarsi da lei preferendo i metodi omeopatici. Stando a quanto dichiarato dall’uomo, l’erborista avrebbe esercitato un forte potere sulla moglie, tanto da tenerla soggiogata alle sue teorie ed ai suoi consigli. E anche quando la situazione sembrava precipitare – ad esempio quando i dolori diventavano insostenibili e perfino quando comparvero sul seno macchie rosse e viola – l’erborista avrebbe fornito spiegazioni quanto meno dubbie: “E’ il miracolo che si aspettava: il tumore sta finalmente venendo fuori, si sta sciogliendo”, avrebbe detto in una di queste circostanze, aggiungendo che i parenti, scettici sui metodi di cura sostenuti, avrebbero emanato energia negativa. Dopo una notte di profonda sofferenza, la donna si decise a rivolgersi all’ospedale; è del 24 novembre il ricovero al “Fazzi”. Era però troppo tardi e le sue condizioni di salute erano irrimediabilmente compromesse. Si è spenta dopo due settimane presso la divisione di Oncologia.

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