Sansonetti: ‘Valorizzare la cultura, guardando all’Europa’

Lecce. La candidata dell’Idv propone: eventi 12 mesi l’anno, valorizzazione dei talenti, razionalizzazione delle spese

Di Sabrina Sansonetti* LECCE – Lecce può innescare circoli virtuosi nella scoperta, valorizzazione e rigenerazione della Cultura senza dover emulare nessuno. Il talento che si annida dietro migliaia di giovani e meno giovani è spesso sterilizzato e deviato, perché si chiede l'omologazione a determinate tendenze, modelli, settori. In campo culturale e artistico, come in altri ambiti della vita sociale. Il talento dei giovani leccesi deve essere rispettato nella sua natura, oltre ogni conformismo: solo così i ragazzi verificheranno che è possibile vivere e lavorare al Sud e che lo si può fare esprimendo i propri talenti ed il proprio stile di vita. Voglio dirlo con estrema chiarezza: noi diciamo basta alle microiniziative “culturali” degli amici degli amici che a aggiungono al territorio e vengono gestiti con criteri dilettantistici. Se avremo l'occasione di governare la città non ci sarà spazio per distribuzioni “a pioggia” di soldi pubblici. Lecce ha bisogno di un cartellone di eventi dodici mesi all’anno: attraverso una forte razionalizzazione delle spese e il coinvolgimento attivo dei privati, è possibile realizzarlo. Occorre elevare l’offerta di informazione culturale anche attraverso l’uso di internet e delle tecnologie mobile. Ma Lecce città d’arte significa anche fare leva sulle più importanti istituzioni cittadine: Accademia di Belle Arti, scuole tecniche specialistiche, Polo universitario, distretti tecnologici e il conservatorio. Lecce ha una particolare e pregiata vocazione artistica ed essa è manifestata anche dalla presenza di vari contenitori per l'arte. Quello che forse manca è la creazione di un “sistema artistico”, una rete di eventi, contenitori e operatori che possano beneficiare collettivamente degli investimenti in promozione e valorizzazione che, inutile prenderci in giro, il Comune dovrà razionalizzare con la massima attenzione. E’ triste parlare di soldi quando si parla di arte e cultura, ma un onesto amministratore deve confrontarsi con la realtà. E quindi torno alla proposta di individuare forme innovative di collaborazione tra il pubblico e il privato per intercettare fondi e risorse, coinvolgendo tutte le qualità artistiche della città e non solo una piccola parte. Lecce è un contenitore d'arte, è un luogo che ha in questo la sua magia: quella di stimolare la libertà del pensiero e dell'espressione artistica. La vocazione della città è la cultura, l'arte, la musica e ciò traspare ai visitatori oltre ogni cortina: questa vocazione autentica deve far rinascere la predisposizione alla bellezza e all’arte da parte di chi vive la città. Pertanto la rinascita civile, economica e culturale sarà in funzione dell'ascolto da parte di chi governa la città verso questo grande potenziale non del tutto ancora espresso da Lecce. Inoltre sarà indispensabile anche il contributo ed un adeguato coinvolgimento dei talenti giovanili, risorsa indispensabile per generare sviluppo. *candidata

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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