Scuola. Zazzera chiede soluzioni concrete

Roma. Il deputato dell’Italia dei valori ha chiesto al ministro Profumo di sanare i “danni provocati, nel settore scolastico, dal precedente Governo”

ROMA – “Non si può parlare di scuola nuova senza prima sanare i danni provocati dal precedente Governo, che ha smantellato il percorso formativo e ha destabilizzato la professione degli insegnanti”. Ne è convinto Pierfelice Zazzera, deputato dall’Italia dei valori che, ieri, nel corso dell’audizione del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo presso la Commissione Cultura della Camera, ha avuto modo di sottolineare la situazione di “20mila insegnanti esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, privati di ogni diritto, senza dignità, insegnanti invisibili espulsi dal processo formativo”. Zazzera ha chiesto al ministro come intenda risolvere con urgenza un problema che riguarda l’eguaglianza di insegnanti plurilaureati ed in possesso di titoli abilitanti, oggi espulsi dalle scuole, aggiungendo che l’Italia dei valori chiede un confronto sui contenuti e soluzioni concrete a tutte quelle criticità che restano irrisolte e stanno affliggendo il sistema scolastico “distrutto – ha detto – dalle politiche dei tagli del ministro Gelmini”. Relativamente all’audizione, poi, Zazzera ha commentato che è stata “solo aria fritta con preoccupanti silenzi”. “Preoccupa – ha aggiunto il deputato – il silenzio del ministro Profumo sui disastri provocati nella scuola dal ministro Gelmini. Silenzio assoluto sul maestro unico che noi dell’IDV chiediamo di abrogare ritornando al sistema modulare della scuola elementare tanto invidiato da altre nazioni europee. Così come neppure una parola sui precari della scuola laddove noi dell’Italia dei Valori chiediamo il rispetto della normativa comunitaria, direttiva 1999/70 CE sulla stabilizzazione degli insegnanti precari che lavorano da oltre tre anni. Serve un piano triennale di stabilizzazioni per sanare definitivamente il precariato e ripartire con un nuovo modello di scuola pubblica. Fonti ministeriali parlano – ha proseguito il dipietrista – di un taglio per il 2012 di altre 1.300 cattedre, i 2/3 delle quali nelle regioni a più alto rischio criminalità. Come si può pensare di sconfiggere l’illegalità, se invece di aprire nuove scuole chiudiamo le poche che ci sono? Ho manifestato al Ministro – ha aggiunto – i dubbi su un concorso annunciato con la fanfara, ma che rischia una paurosa ritirata. Un concorso riservato ad una platea molto ristretta di insegnanti considerato che la riforma previdenziale con l’allungamento del pensionamento farà uscire dalla scuola meno personale. Non ci accontentiamo di soluzioni tecniche – ha concluso – per la scuola servono soluzioni politiche forti e coraggiose, serve la volontà di investire concretamente nel futuro del paese e nei suoi giovani per garantire crescita e sviluppo reale. L’impressione è che questo governo non lo abbia capito, esattamente come non lo ha capito il precedente”.

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