2008-2011: più cassa integrazione e meno occupati in Puglia

Bari. Il quadro a tinte fosche sull’occupazione in Puglia tracciato dalla Uil. Pugliese: ‘Manca la concertazione sulle decisioni strategiche’

BARI – Più cassa integrazione e meno occupati. Potrebbe riassumersi con questa formula matematica il quadro a tinte fosche sull’occupazione nella Regione nel triennio 2008-2011, tracciato nei giorni scorsi dalla Uil regionale. Secondo i dati diffusi dal sindacato, dal 2008 al 2011, le ore totali di cassa integrazione in Puglia sono aumentate del 234,7%, passando dalle 15.757.442 ore del 2008 alle 52.13.294 nel 2011. Di contro, il numero degli occupati si è ridotto, nello stesso arco di tempo, del 4,1% (-1,8% in Italia), passando da 1.287.000 nel 2008 a 1.234.000 nel 2011. In particolare, la cassa integrazione ordinaria è aumentata del 27,9%; quella straordinaria del 312,1%; quella in deroga dell'843,1%. Il tasso di disoccupazione in Puglia nel 2011 è stato del 12,7%, mentre nel 2008 era dell'11,6%. La media italiana è passata, invece, dal 6,7% all'8,2%. La percentuale degli uomini pugliesi disoccupati è cresciuta, in un triennio, dal 9,4% al 10,7%; quella delle donne dal 15,8% al 16,4%. Niente di buono sul fronte occupazione, dunque, Tuttavia il segretario della Uil, Aldo Pugliese, ha invitato a non scoraggiarsi e, pur annunciando un 2012 non facile, ha avvertito di non farsi prendere dallo sconforto. Secondo Pugliese, oltre alla drammatica congiuntura economica a livello globale, motivo di questi negativi dati regionali sarebbe una mancata politica di concertazione da parte dell’Amministrazione regionale che non coinvolgerebbe nelle scelte strategiche tutte le parti sociali che invece verrebbero messe di rettamente di fonte al “fatto compiuto” delle decisione presa. “La giunta regionale non agisce con un piano d'azione programmato – ha detto Pugliese – convenuto con determinazione, ma si muove come fosse colta da impulsi disomogenei. In parole povere, l'esigenza che avvertiamo è quella di dover ripristinare il metodo della concertazione, in quanto non ci piace intervenire a fatto compiuto. Siamo ancora lontani dai confronti costruttivi richiesti mese dopo mese e non possiamo accettare di essere convocati in presenza di decisioni già assunte. Pertanto -chiediamo che la Regione Puglia riavvii la concertazione con un coordinamento che coinvolga tutti gli enti locali e le forze socio-economiche”. L’azione amministrativa targata Vendola sarebbe dunque tutta da buttare? Fortunatamente no. Perché ci sono le problematiche del lavoro giovanile, di quello femminile e degli over 40, alla ricerca di una degna ricollocazione nel mercato occupazionale. “A nostro giudizio – ha detto il segretario Uil – questo è l’aspetto più interessante e coinvolgente che la Giunta regionale è riuscita ad elaborare ultimamente, insieme all’interessante risultato dell’export che ha registrato un incremento del 20%”. Ciò significa che qual qualcosa si muove nella nostra regione anche se questo dato, attualmente, incide solo per l’uno per cento sull’esportazione nazionale. Il risultato negativo, invece, è che la Puglia, anche nel 2011, non è riuscita ad attrarre investimenti internazionali e nazionali. “Invece è confortante – aggiunto Pugliese – che la Puglia sia riuscita a rispettare il programma di impegno e di spesa per i fondi comunitari, evitando così di restituirli all’Europa. Nel 2011 riteniamo che un buon lavoro sia stato svolto dalla Regione negli ambiti del Lavoro, dello Stato Sociale, dell’Istruzione, dell’Agricoltura, dell’Urbanistica e delle Attività Produttive”. Il 2011 non è dunque tutto da dimenticare. L’augurio è che il 2012 riparta da queste considerazioni e, al di là dei giudizi del sindacato Uil, dai dati diffusi. Perché, quelli sì che vanno tenuti in considerazione. E c’è poco da commentare.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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